La condanna e la disperazione di una madre

Ieri, giovedì 16 marzo, nella Sala Bartoli del Politeama Rossetti ha debuttato Caracreatura, l’adattamento teatrale del romanzo di Pino Roveredo con Maria Grazie Plos.

Nel suo romanzo e nella sua direzione teatrale, Pino Roveredo ha affrontato il tema molto attuale -ma anche spesso sottovalutato e taciuto- delle sostanze stupefacenti e della tossicodipendenza in modo originale e toccante: il protagonista di questa storia è la madre di un ragazzo che è entrato nel vortice della droga. La donna ha sempre fatto di tutto per aiutare e proteggere suo figlio ma, alla fine, non è riuscita a difenderlo da se stesso.

Caracreatura è l’appellativo con cui Marina si è sempre rivolta a Gianluca, suo unico figlio nonché ultima persona che l’è rimasta. Fin dall’infanzia Marina ha conosciuto la durezza della vita: da bambina ha dovuto subire la presenza del patrigno e del fratellastro e dopo alcuni anni di matrimonio il marito è morto di tumore. Nello stesso periodo, Gianluca, ragazzo che i genitori avrebbero voluto vedere realizzarsi in grandi cose o, per lo meno, vederlo diventare un uomo, cade nel tunnel della droga e, oltre a diventare un tossicodipendente, comincia a spacciare fino a conoscere il carcere.

Il testo presenta la poesia tipica dei romanzi di Pino Roveredo e Maria Grazia Plos fa trasparire da ogni singola battuta la rabbia e la disperazione di una madre che non è riuscita a salvare il proprio bambino.

Accanto alla bravissima protagonista ci sono gli altrettanto abili Andrea GermaniRiccardo Maranzana.

Caracreatura sarà in scena al Politeama Rossetti fino a giovedì 30 marzo.

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