10 cose che solo uno studente lavoratore può capire

Prima si studia e poi, dopo aver ottenuto la laurea, si lavora. Giusto? No! Perché all’Università ci siamo anche noi: alcuni mettono in dubbio la nostra esistenza perché non frequentiamo le lezioni o le aule studio, ma siamo vivi e (più o meno) vegeti. Se anche tu ti destreggi tra libri, cambi turno, esami e cartellini da timbrare ti riconoscerai in questa lista!

1. Sentire la frase «Ti capisco! Anch’io lavoro e studio, è davvero un casino!» Detto da chi lavora 3 ore al giorno. Un solo giorno a settimana. Facendo da baby sitter, magari ai suoi nipoti. E li sono nervi.

2. Se decidi di avere una vita sociale che rasenta la normalità non avrai più un bioritmo funzionante. Vai a dormire quando si svegliano i panettieri e ti svegli quando i guardiani notturni stanno timbrando il cartellino. In media dormi 4 ore per notte e pranzi 3 volte al giorno.

3. I Professori che se non frequenti le lezioni ti tolgono automaticamente 4 voti. No, non era un corso a frequenza obbligatoria e no, a loro non importa il motivo della tua assenza. Puoi scegliere tra una guerra lenta e sanguinosa in cui il più debole muore (solitamente in questo caso si tratta dello studente) o accontentarti di una media più bassa.

4. «Beato te, che puoi pagarti un sacco di birre quando esci!». L’unica sera alla settimana che non trascorri sui libri. Inoltre, grazie al deficit di sonno accumulato, rischi di ritrovarti addormentato in luoghi a te ignoti alla fine della quarta birra.

 

5. Organizzare le vacanze diventa un’impresa. Adesso lavori e vuoi sfruttare quei 5 giorni liberi gentilmente concessi dal tuo datore di lavoro (dai, te lo meriti). L’unico inconveniente è che i tuoi amici non lavorano, da cui derivano problemi di budget che loro risolveranno decidendo quando partire e la destinazione solo la settimana prima di fare la valigia. Ottimo! Se solo tu non dovessi chiedere le ferie con un mese di anticipo.

6. La tua nuova parola d’ordine è ottimizzare! Ti lavi i denti mentre ti vesti, prepari lo zaino mentre finisci il progetto da consegnare al Professore, la lavatrice la fai di notte così la centrifuga ti tiene sveglio mentre studi. Rifare il letto e cucinare sono azioni non contemplate nel tuo programma giornaliero (salvo visita da parte di genitori e/o fidanzati/e) in quanto spreco di tempo ed energie.

7.  Se sei una ragazza hai borse letteralmente paragonabili a quelle di Mary Poppins, visto che starai fuori di casa per oltre 12 ore consecutive. Se sei un ragazzo, probabilmente avrai accettato di ritornare all’uso dello zainetto.

 

8. Il tuo “prendere aria” consiste nello spostarti da casa al lavoro, dal lavoro all’università e percorsi inversi. Ovviamente però il 90% delle volte prendi il bus. Ricorda il punto 6: ottimizza i tempi.

9. Sabato e domenica sono le uniche giornate in cui potresti recuperare tempo prezioso per studiare. Ma sono anche le giornate in cui tutti i tuoi amici festeggiano perché fanno pausa, quindi ogni fine settimana ti poni lo stesso dubbio amletico. La risposta solitamente è la birra.

10. Capisci subito che ti attenderanno anni duri, pieni di stress e sacrifici. Quando però il Professore ti firma il voto sul libretto ti senti un Highlander e ti consoli pensando al viaggio che farai dopo la laurea, finanziato rigorosamente con i soldi delle mance!

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By | 2015-05-26T12:35:24+00:00 26/05/2015|Categories: Giovani e società, Magazine|Tags: , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa