4° ko consecutivo per l’Udinese, nel 2014 zero punti; al Parma basta Amauri

Il mistero si infittisce. Nel 2014 l’Udinese ha mostrato due facce talmente diverse da far dubitare sul loro reale grado di parentela. Eppure, la bella e frizzante formazione vista in Coppa Italia (storica semifinale conquistata battendo Inter e Milan) è figlia dello stesso nido di quella spenta, spaventata e inconcludente di Campionato: l’intuito dei Pozzo e dell’entourage friulano, la mente di Guidolin e del suo staff tecnico, e il sudore lasciato sui campi del Bruseschi. Trovare una soluzione a un paradosso matematico come lo è tale diseguaglianza è diventata l’hobby – cui avrebbero volentieri rinunciato – dei tifosi friulani, sballottati dalle gioie infrasettimanali agli sconforti, e i timori, del week-end di Serie A. A Parma l’Udinese non sfigura – come successo altre volte di recente -, tuttavia si faticano a contare le reali occasioni da rete dell’undici bianconero e l’harakiri Brkic-Heurtaux è il simbolo del momentaccio friulano. Ma soprattutto, perde.

Amauri approfitta dello scontro tra Brkic ed Heurtaux e realizza il gol-vittoria

Amauri approfitta dello scontro tra Brkic ed Heurtaux e realizza il gol-vittoria

Guidolin innova e stupisce, proponendo un inedito undici titolare, che premia i giovani eroi di San Siro a discapito dei veterani. Finiscono in panchina, insieme a Di Natale, Pinzi, Lazzari, Basta e Maicosuel. Il Parma, spinto dalla fantasia di Cassano e dalla corsa di Acquah, fa la partita. L’Udinese, che dopo mezz’ora è costretta a sostituire uno spaesato Douglas con Pinzi, aspetta e riparte. O almeno dovrebbe. In realtà, i contropiedi friulani si spengono prima di accendersi, vuoi per la bravura degli uomini di Donadoni, vuoi per la scarsa vena degli avanti bianconeri, su tutti un irriconoscibile Luis Muriel. Non bastasse, il vantaggio dei padroni di casa è un regalo della difesa dell’Udinese. Danilo commette l’ennesima imperdonabile leggerezza stagionale (somiglia molto a quanto visto al Friuli con Iturbe), facendosi scippare la sfera da Cassano il quale pennella in mezzo, dove Amauri trova la strada spianata grazie allo scontro al limite del comico tra Brkic e Heurtaux e sigla l’1-0. È solo un altro dei tanti segnali della mancanza di serenità – e, per qualcuno, di motivazioni – dell’ambiente udinese. La squadra prova a scuotersi e reagire, ma la forza non è quella dei tempi migliori. Il maggior pericolo creato a Mirante è una conclusione di Widmer, uno dei migliori, nella ripresa, respinta con il “piedone” dall’estremo ducale. Nel finale, Guidolin prova il tutto per tutto inserendo il Mago e Totò, ma è il Parma ad andare vicino al raddoppio con Biabiany, fermato dai riflessi di Brkic

L’Udinese raccoglie la quarta sconfitta consecutiva, che certifica un 2014 finora da incubo, almeno in Campionato. Le buone notizie, per lo meno, arrivano dagli altri campi. Le dirette concorrenti per non retrocedere perdono tutte – o quasi – permettendo ai friulani di rimanere a +3 sul terzultimo posto. A tal proposito, il prossimo turno riserva uno scontro diretto per i friulani, che faranno visita all’inguaiato Bologna, gara che precede, tra l’altro, l’appuntamento con la semifinale di andata di Coppa Italia (avversario la Fiorentina di Montella). L’ambiente avrebbe voluto arrivare con umore e classifica diversa all’evento che potrebbe cambiare la stagione – e la storia? – dell’Udinese. Ma prima dei voli pindarici, bisogna, necessariamente, pensare a Bologna.

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By | 2017-05-21T12:11:45+00:00 26/01/2014|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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