8 marzo: donne, cultura e lavoro

Locandina dell’evento “Primavera di Donne 2013”

In occasione della Festa della Donna, la Casa Internazionale delle Donne, un’associazione temporanea di scopo, costituita da otto associazioni femminili e una cooperativa, ha organizzato una serie di eventi, riunite sotto il nome di Primavera di Donne 2013, che non si limitano alla sola giornata dell’8 marzo ma che si protrarranno fino alla fine di questo mese. Le attività comprendono convegni, incontri, mostre fotografiche, spettacoli, letture e proiezioni incentrati naturalmente sulla figura della donna. Numerosi saranno gli argomenti: le donne nel mondo del lavoro, la lotta contro ogni forma di discriminazione, l’immigrazione e l’integrazione delle donne nella società italiana contemporanea.

Tea Giorgi, rappresentante dell’Associazione, ha espresso il suo parere su quella che dovrebbe essere una ricorrenza ma che purtroppo sta diventando una semplice festa, di cui non si ricordano quasi più le origini:

“Le origini sono un po’ mitiche, come spesso succede. Dicono che la data dell’8 marzo sia una data legata ad un incidente successo più di cent’anni fa in una fabbrica andata a fuoco, in cui erano rimaste chiuse delle operaie. Non c’è nulla di nuovo perché purtroppo son passati cent’anni, ricordiamo la Festa della Donna ogni anno ma queste cose succedono in continuazione, anche nell’avanzata Italia”.

Ormai quasi nessuno conosce più le reali motivazioni di questa celebrazione, è più una festa che una ricorrenza.
«Io preferisco chiamarla ricorrenza punto. Ricorre l’8 marzo ogni anno».

Cosa fanno le associazioni per celebrare questa ricorrenza?
«Le associazioni come le nostre, alcune nate da 20 anni e più, approfittano di questa ricorrenza per far conoscere meglio le proprie attività, svolte non soltanto l’8 marzo ma nell’arco di tutto l’anno. Il programma Primavera di Donne è un programma, coordinato,messo in rete e promosso dalla Provincia di Trieste al quale non solo la Casa delle Donne ma anche molte altre associazioni di donne della città collaborano, portando le loro idee e le loro proposte. La Provincia coordina, mette in rete. “Rete” credo che sia una parola fondamentale in questo caso, in quanto noi riusciamo a farci conoscere meglio e di più, a far conoscere noi, le nostre attività e le nostre associate grazie a questo mettersi in rete».

A The Most, il nostro programma di approfondimento, abbiamo affrontato l’argomento “donne e lavoro”. Cosa pensa lei della situazione attuale della donna nel mondo del lavoro? Si sta facendo abbastanza?
«Quello che penso io è che molte conquiste – soprattutto degli anni ’70-’80, nei quali io ho vissuto e nei quali ero già attiva – che davamo per acquisite, le stiamo perdendo. Proprio ieri alla Casa delle Donne avevamo un incontro riguardante il piano nazionale sul lavoro della Cgil: noi non siamo assolutamente contente neanche di questo piano per il lavoro della Cgil, che pure è un’associazione che io credo ancora democratica, ma non è abbastanza. Le donne, soprattutto giovani, ma non solo, anche quelle che sono uscite per qualche motivo dal mondo del lavoro, hanno bisogno di qualcosa in più essendo in qualche modo svantaggiate da tutto il lavoro di casa, il lavoro di cura, il lavoro di riproduzione, il lavoro dei figli che c’è nella loro vita e che le rende più deboli anche a livello contrattuale sul lavoro».

Voi, come associazione, avete delle proposte a riguardo?
«Nei tre anni di attività della Casa Internazionale delle Donne, che ha iniziato a lavorare nel dicembre del 2009, in convenzione con la Provincia di Trieste – che va ricordato è una Provincia con una Presidente donna e questo non è ininfluente secondo me – abbiamo messo in atto una serie di proposte per avviare o avvicinare le donne al mondo del lavoro, vuoi donne giovani, vuoi donne, lo ripeto, che sono uscite per qualche motivo dal mondo del lavoro, vuoi per esempio donne immigrate che abitano vicino a noi da più o meno anni ma non sono ancora riuscite a inserirsi in questo mondo. In questo momento abbiamo in corso un progetto secondo noi molto importante che si chiama MIAF – MICRO IMPRESA AL FEMMINILE: dato che il lavoro garantito ha regole sempre più labili, abbiamo pensato che se le donne riescono invece a organizzarsi per creare delle piccole imprese forse hanno qualche possibilità di riuscita in più. In questo caso la Casa delle Donne si pone come incubatrice dell’impresa e dà un supporto alle idee delle donne che si sono avvicinate a questo progetto, che attualmente sono una trentina attive con le loro proposte».

Lei ha accennato alla politica di Trieste. Abbiamo parlato molto anche qui a The Most di donne e politica. C’è stata una svolta nel Movimento5Stelle che è il partito che conta un numero di donne al suo interno molto più alto rispetto alla media nazionale. È un inizio per qualcosa di positivo?
«Secondo me si. Io ho fiducia nei giovani, uomini e donne, nella forza, nell’entusiasmo, nella propositività delle nuove generazioni, quando si alleano con le vecchie, diciamo con i grandi disponibili. Le giovani generazioni vanno ascoltate, vanno individuati i loro problemi più grossi, appunto il lavoro è uno di questi sicuramente, per giovani uomini e donne, vanno ascoltate le loro proposte di soluzione ed in questo vanno aiutati. Questo è il lavoro che noi facciamo nella Casa delle Donne, rivolgendoci in particolare alle donne. Però devo dire che c’era un uomo ai nostri corsi MIAF, come ci sono uomini che frequentano le iniziative che facciamo, che sono anche sociali, culturali, di vario tipo. Ci sono uomini che hanno fiducia in noi, che ci frequentano e che frequentano le nostre proposte, le nostre iniziative».

Spostandoci sull’università lei mi ha accennato di un interessante progetto che riguarda noi studentesse.
«Si, nell’ambito della Casa abbiamo un centro documentazione che si pone come supporto per chi vuol fare ricerche nell’ambito delle cose su cui siamo più esperte, e presenteremo a breve alcune tesi di laurea di giovani donne molto interessanti, che abbiamo avuto occasione negli anni di conoscere, leggere, supportare; in qualche caso siamo state intervistate ad esempio sulla storia delle donne oppure su progetti di inclusione di donne immigrate nel tessuto sociale cittadino con un grosso progetto che abbiamo portato avanti per due anni nella Casa, insieme con Donne Africa. Il concetto è che l’alleanza può aiutarci a venir fuori anche dai momenti più cupi come quello che stiamo vivendo. Questo può essere interessante per le ragazze, ma anche per i ragazzi, perché la Casa è un luogo pubblico dove le cose pubbliche che facciamo sono per tutti. Alcune iniziative sono più rivolte alle donne o sono chiuse, nel senso che magari mettendo in gioco il corpo le donne preferiscono essere tra donne».

Per cui chiunque abbia un progetto, un’idea su una tesi di laurea che riguarda la donna può rivolgersi a voi?
«A noi, sicuramente, per essere aiutati a farla. Siamo in rapporto naturalmente con il Dipartimento Universitario che conta gli studi di genere tra i suoi insegnamenti, con varie docenti universitarie, con l’ex Facoltà di Psicologia laddove si occupa di violenza contro le donne, con singole docenti anche che si occupano di lavoro, di giurisprudenza e così via. Siamo sempre disponibili, ripeto, io stessa con altre amiche con le quali per età ho vissuto il secondo femminismo degli anni ’70 a Trieste. Abbiamo collaborato alle ricerche di una giovane che partendo da Trieste ha parlato del femminismo nazionale e di quello in tutto il mondo. Questa sarà una delle prime tesi che presenteremo probabilmente, perché è già stata discussa 4 o 5 anni fa, prima ancora che ci fosse la Casa delle Donne, ma la rete esisteva già».

Come ha accennato Tea Giorgi e come detto in precedenza, la Casa Internazionale delle Donne organizza a partire da oggi e fino alla fine del mese una serie di iniziative che prendono il nome di “Primavera di Donne 2013”.
Clicca qui per aprire il programma completo di Primavera di Donne.

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