A Cannes trionfa l’amore lesbo. L’Italia rimane a bocca asciutta

La locandina del film Palma d’Oro “La vie d’Adele”.

And the winner is…  ‘La vie d’Adele’ di Abdellatif Kechiche. Si è concluso domenica 26 maggio le 66esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, e l’ambita Palma D’Oro se l’è aggiudicata la pellicola scandalo di Kechiche.

La storia della sedicenne Adele alla scoperta dell’amore per una ragazza dai capelli blu, diretta dal francese di origini arabe Kechiche, ha trovato anche l’affetto di pubblico e critica, conquistandosi la giuria di Cannes, capeggiata dal solo ed unico Steven Spielberg, che non ha esitato ad incoronarla pellicola vincitrice del festival.

“Inside Llewyn Davis” di Ethan e Joel Coen, film ispirato alla vita del cantante americano Dave Van Ronk si è aggiudicato il Grand Prix. Il premio della giuria è andato, invece, a “Tale padre tale figlio” del giapponese Kore-Eda Hirokazu. Dal canto suo Jia Zhangke, autore e regista cinese, si porta a casa il premio per la migliore sceneggiatura per “A touch of sin”, una delle pellicole più sanguinolente in questa edizione del festival francese, che a quanto pare per quest’anno ha dato libero sfogo alla violenza.

Infatti, anche il premio per la miglior regia è andato ad Amat Escalante, director di “Heli”, film che ha regalato scene tinte di rosso, tra cui quella della castrazione a fuoco.
Miglior attore e miglior attrice sono stati rispettivamente Bruce Dern per “Nebraska” di Alexander Payne, e Beatrice Bejo per “Il passato” di  Asghar Farhadi. Infine il premio Caméra d’or è andato a  “Ilo Ilo” di Anthony Chen, e la Palma d’Oro per il miglior cortometraggio a  “Safe” di Moon Byung-gon.

“La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino è rimasta senza riconoscimenti, pur ottenendo un enorme successo di critica e il consenso del pubblico. L’Italia ha comunque portato a casa menzioni speciali grazie a “Miele” di Valeria Golino e “37/o 4S”, cortometraggio di Adriano Valerio. Nei giorni precedenti “Salvo”, storia di mafia, firmata Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, si era meritato il Gran premio della Semaine della Critique e il premio film rivelazione della Semaine.

 

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.