A Maremetraggio conversazioni con Marco Giallini e Michele Alhaique

L'attore Marco Giallini alle prese con i fan.

Venerdì 6 luglio, alla vigilia della conclusione dell’intensa settimana di Maremetraggio, il Festival Internazionale ha organizzato un incontro con il volto noto del cinema e della televisione italiani Marco Giallini, uno dei protagonisti di “A.C.A.B.” proiettato al Teatro Miela come Opera Prima Italiana.
Presso l’Harry’s Bar, l’attore, intervistato dal conduttore Maurizio di Rienzo, ha parlato al pubblico della sua esperienza lavorativa, dal teatro al cinema, passando per la televisione.
Durante la retrospettiva, Giallini si è dimostrato piacevole e disponibile, rispondendo alle numerose domande del pubblico, anche riguardo a suggerimenti per coloro che aspirano alla carriera recitativa.
Si sono affrontati diversi temi, tra cui anche il desiderio di ampliare i confini del cinema italiano, che spesso per mancanza di finanziamenti opportuni, tende a ricalcare le solite trame, per quanto estremamente valide ed interessanti.

La mattina seguente, invece, la retrospettiva su Marco Giallini, ormai artista affermato, ha lasciato spazio alla prospettiva su una nuova promessa del cinema italiano Michele Alhaique.
L’attore 32enne, dopo aver frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, si è inizialmente cimentato nella produzione di cortometraggi, tra cui “Il Torneo” presentato in questa edizione di “Maremetraggio”, per poi approdare nel mondo della recitazione, vantando anche collaborazioni internazionali, prendendo parte al musical “Nine”.
Alhaique non ha abbandonato però l’arte della regia. Durante l’incontro ha, infatti, rivelato di avere alcuni progetti in cantiere, che spera di riuscire a produrre.

Nella retrospettiva su Giallini e durante la prospettiva su Alhaiquie sono stati trattati temi importanti come la

L'attore Michele Alhaique.

mancanza di fondi, un ritornello fin troppo popolare all’interno del nostro amato stivale, e la presenza di produttori che preferiscono puntare su trame, che assicurano il sold out al botteghino, piuttosto che azzardare qualche mossa, come ad esempio appoggiare aspiranti registi.
Ciononostante è emersa anche la voglia, il desiderio italiano di fare un cinema di qualità, di dare spazio a chi è intenzionato a cimentarsi in questa cultura della pellicola, arricchendo e portando nuova tematiche.
Gli attori che hanno parlato si sono rivelate persone semplici e disponibili, con nulla da invidiare allo spesso troppo acclamato cinema oltre mare. E’ infatti importante sottolineare come un evento come il Festival “Maremetraggio”, che sta prendendo sempre più piede e riscontro favorevole del pubblico, è un’occasione fondamentale per poter scoprire un cinema e soprattutto un modo di fare cinema, con una mentalità diversa, che esiste, tanto all’estero quanto in Italia, che non sforna solamente i famigerati “cinepanettoni”.
Bisognerebbe dare una possibilità in più a ciò che esiste nel nostro paese, e ciò che è in grado di fare nel panorama culturale cinematografico.

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.