A Trieste Maria Antonietta loves Chewingum

Sulla scia di gloria e soprattutto di soddisfazione personale che la lega al suo penultimo album Sassi, Maria Antonietta torna all’Etnoblog di Trieste accompagnata dai Chewingum. La cantante presenta il suo ultimo EP Maria Antonietta loves Chewingum, una versione rivisitata in chiave elettronica, un po’ esotica e sicuramente più complessa del già citato Sassi.

Maria Antonietta, su misura del piccolo palco dell’Etnoblog, sfoggia a partire dal top leopardato una grinta che le è peculiare. Nel contrasto tra il dolce aplomb con cui si rivolge al pubblico e la veemenza nel cantare si nasconde parte del suo fascino. Contrasto che si materializza  in modo ancora più evidente quando cita la religione in brani dal sapore un po’punk come Santa Caterina (“vorrei essere come Santa Caterina”) e Ossa (“e se Cristo è così buono anche io avrò pietà”). Stavolta però i toni sono più pacati: Maria Antonietta ha davvero smesso di lanciare sassi, come lei stessa ha dichiarato lo scorso anno con l’uscita dell’omonimo album. L’amore vero che la lega ai Chewingum, band già al suo fianco nel tour autunnale e di cui fa parte il suo compagno, ha addolcito anche la sua musica e ne ha “modernizzato” lo stile. Tra passaggi che ricordano Lo Stato Sociale e la rivisitazione di Tra me e tutte le cose in chiave Clint Eastwood dei Gorillaz, la cantante sembra soddisfatta dell’accoglienza triestina, nonostante il costante timore che sorge «ogni volta che si cambiano le carte in tavola perché non è detto che il pubblico ti segua».

Dopo un’ora di esibizione, l’Etnoblog la segue e a quel qualcuno che le chiede se sia già tutto finito Maria Antonietta risponde: «Di già. È colpa mia, dovrò diventare più brava», ritrovando il suo tipico tono provocatorio, che sembrava attenuato dall’umore positivo di Maria Antonietta loves Chewingum.  La cantante concede il bis che, a suo dire, «non è per niente scontato»,  e in cui figurano «i pezzi più belli» come l’insolita cover di Fotoromanza di Gianna Nannini.
Se sia realmente uno dei brani più belli e se la gloria della cantante, un po’ punk e un po’ incazzata che ora sta vivendo un periodo di equilibrio, non sia solo uno strascico del passato si capirà solo con il prossimo album. Al momento la certezza è che Trieste ha ancora una volta apprezzato Maria Antonietta, con le sue piccole contraddizioni e perché lei intanto “continua a fare quello che le pare”.

 

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By | 2015-06-08T16:32:45+00:00 08/06/2015|Categories: Magazine|0 Comments

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Studentessa non modello della Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste, ma originaria del profondo Sud. Sono appassionata delle più svariate forme d'arte che accordano o scordano (a seconda dei gusti) l'anima e faccio parte del team di Radioncorso.it dal 2013 in qualità di giornalista e speaker.