A Trieste si riaprono i Mille Occhi

Anteprime di film e documenti da (ri)scoprire alla luce del nostro tempo, dentro e fuori dalle infinite storie del cinema: anche l’edizione 2015 del festival I Mille Occhi  – Festival internazionale del cinema e delle arti, dal 18 al 23 settembre al Teatro Miela di Trieste, sarà all’insegna della pluralità di sguardi, d’epoche e di generi di cui solo la settima arte è capace. Il cineasta del presente al centro della XIV edizione sarà il portoghese Vítor Gonçalves, Premio Anno Uno per A vida invisível. Altri percorsi deborderanno verso le altre arti, dalla personale della scultrice Niki de Saint Phalle (di cui si vedranno le uniche due regie cinematografiche) a una selezione degli autori italiani che meglio hanno saputo raccontare i fantasmi del primo conflitto mondiale, da Luca Comerio a Mario Camerini, dal rigore anti-bellico di Ermanno Olmi al teatro incompromissorio di Luca Ronconi. Sempre alla ricerca dei tesori meno conosciuti del cinema italiano, I Mille Occhi proporranno anche una collezione di film mai visti e proseguiranno gli approfondimenti su tre preziose figure di cineasta – Emanuele CaraccioloOreste Palella Raffaele Andreassi. Il denso programma d’incontri e proiezioni, tutte a ingresso gratuito, sarà completato da ricognizioni documentarie e poetiche sulla flagranza della pellicola cinematografica, oltre che dagli ulteriori ritratti di due grandi cineasti esuli, il tedesco Frank Wysbar e lo scenografo russo Boris Bilinsky.

Giunti alla sua XIV edizione, I Mille Occhi tornano a proporre una formula personale e inedita di festival cinematografico, animata da un gusto della scoperta che non conosce confini tra tempi, autorialità e generi diversi, tratti che negli anni hanno portato il festival a raccogliere le attenzioni critiche di testate come Sight and Sound e Senses of Cinema. Attraverso proiezioni e incontri che instaurano intrecci profondi tra cinema del passato e del presente, e sempre mantenendo una decisa predilezione per sguardi liberi e non omologati, I Mille Occhi crede in una forma-festival che si vuole distante tanto dalle vetrine del contemporaneo quanto dalle rassegne di pura retrospettiva. Uno degli ospiti più attesi della prossima edizione, eloquentemente titolata Apparizione, sarà il cineasta, produttore e didatta portoghese Vítor Gonçalves, allievo ed erede del grande António Reis. Nelle due sere conclusive del festival, verranno proiettati alla presenza di Gonçalves i suoi due unici lungometraggi; all’autore lusitano, oggi docente alla Escola Superior de Teatro e Cinema di Lisbona e insieme al più celebrato Pedro Costa co-fondatore della casa di produzione Trópico Filmes, I Mille Occhi assegneranno infatti il Premio Anno Uno per il suo ultimo film, A vida invisívelrealizzato a ventisette anni di distanza dal debutto di culto Uma rapariga no Verão.
Un altro highlight del festival triestino sarà la personale dedicata alla scultrice, pittrice e regista Niki de Saint Phalle, unica artista donna del movimento del Nouveau Réalisme, nota per aver ideato e realizzato – sempre all’insegna della ribellione contro i poteri costituiti – gli Shooting Paintings e le enormi sculture di nudi femminili dette Nanas.

Niki de Saint Phalle

Nella serata inaugurale del festival verranno presentati alcuni documenti mai visti: l’anteprima dell’appena ritrovato e restaurato Il Duce a Trieste, sulla visita di Mussolini nel capoluogo giuliano (avvenuta il 18 settembre 1938, esattamente 77 anni prima della sua riproposta ai Mille Occhi), e la rara versione integrale di Vivere da anarchici, film-intervista sull’anarchico triestino Umberto Tommasini realizzato da Paolo Gobetti nel 1976. All’insegna degli incubi della Storia si volgerà poi un percorso tra cinema, teatro e letteratura sui fantasmi apocalittici delle due guerre mondiali, con alcuni anomali recuperi dal periodo del muto. Il festival prosegue inoltre la sua opera di ricerca ed approfondimento di tre figure poco esplorate del cinema italiano: l’attore e regista messinese Oreste Palella, di cui si vedranno il biografico Caterina da Siena, con la diva del muto Rina de Liguoro e la figlia Regana, il mélo ultraterreno con Silvana Pampanini Il richiamo nella tempesta e Cristo è passato sull’aia, sempre al crocevia tra religione e superstizione; si tornerà poi su uno dei protagonisti della scorsa edizione, Raffaele Andreassi, con ulteriori tasselli della sua filmografia: il suo programma televisivo su D’Annunzio, i corti Epilogo, Agnese (con Giorgio de Chirico), Gli stregoni (scritto con il critico triestino Callisto Cosulich) e L’amore povero, ricostruzione digitale della prima versione inedita di I piaceri proibiti (massacrata dalla censura dell’epoca); infine, si indagherà meglio la figura di Emanuele Caracciolo, cineasta ucciso a 31 anni nel massacro delle Fosse Ardeatine insieme al collega Gerardo de Angelis.

 

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By | 2015-09-15T12:30:33+00:00 15/09/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su A Trieste si riaprono i Mille Occhi

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.