Al Rossetti approda un "Macbeth" forte e cruento

Una delle scene più forti dello spettacolo.

Viscerale, cruento, angosciante. Sono questi tre degli aggettivi che si possono usare per la prima di “Macbeth”, in scena al Teatro Rossetti giovedì 22 novembre.
Con scenografie e costumi al passo con i tempi, è stato proposto al pubblico un “Macbeth” come non lo si è mai visto. E’ stato dato un nuovo sapore alle parole della tragedia scozzese, forse una delle opere più crude e disturbanti composte dal bardo inglese William Shakespeare. Ed è stata altrettanto cruda e disturbante questa nuova versione, diretta da Andrea De Rosa, che è riuscito a catapultare la vicenda nei giorni nostri, mantenendo però i testi originali, creando così un contrasto ancora più efficace ai fini della storia.

In una Scozia moderna e antica allo stesso tempo, si consuma la tragedia di Macbeth, barone di Glamis, interpretato da un eccellente e potente Giuseppe Battiston, vittima delle sue azioni e dei presagi di tre spiriti maligni, qui riportati come tre neonati, ma che nella versione originale sono incarnati dalle famigerate streghe. Affiancato dall’attrice Frédérique Loliée, che già aveva lavorato con De Rosa interpretando Elettra, la quale, questa volta, vestiva i panni dell’implacabile Lady Macbeth, che in questa proposta teatrale ha mostrato anche il suo lato umano,benché comunque travestita da mostro asessuato , in grado di compiere, e di far compiere azioni ben peggiori del più temibile degli uomini. E’ lei, infatti, a spingere il consorte ad uccidere re Duncan per conquistarne il titolo e il potere, sussurrando melliflua e calcolatrice le istruzioni che Macbeth dovrà eseguire. Nessuno, però, sfugge alle proprie azioni,e la Lady, una volta divenuta la regina di Scozia, perirà sotto il peso delle sue colpe.
Sangue, morte e fantasmi ossessionano Macbeth e il pubblico. Quest’ultimo, tramite un sapiente uso delle luci e della scenografia scarna ed efficace, si trova immerso  negli oscuri labirinti di questa tragedia shakespeariana , che non viene portata in scena spesso a causa della sua famigerata fama di portatrice di cattiva sorte.
Come fosse un film di David Lynch, lento e ansiogeno, il “Macbeth” di Andrea De Rosa ha riversato sul pubblico tutte le angosce e le paure del protagonista, colpendo con immagini dirette ed esplicite, come quella dei feti premonitori e grondanti di sangue, usati dagli spiriti per presagire il futuro al duca di Glamis.

La reazione del pubblico non è stata delle più entusiaste. Un consiglio potrebbe essere quello di leggere l’opera prima di immergersi nella rappresentazione su palco, ma non è un espediente completamente necessario, considerata la potenza dei versi di Shakespeare.
Forse gli spettatori erano ancora smarriti nelle tenebre del mondo di “Macbeth”, per potersi sciogliere nell’applauso caloroso che meritava.

Commenti Facebook

About the Author:

Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.