Al Rossetti debutta Bentivoglio con “L’ora di ricevimento”

Mercoledì 1 marzo il palcoscenico del Rossetti si è trasformato in un’aula di scuola: Michele Placido, con l’attualissimo testo di Stefano Massini, porta in scena Fabrizio Bentivoglio ne L’ora di ricevimento.

Il professore Ardache insegna lettere nella scuola della banlieue di Las Izards, nella periferia multietnica di Tolosa. Fa l’insegnante da trent’anni ed è ormai un veterano: gli basta un’occhiata sui ragazzi per riuscire subito ad inquadrarli. Così, nella “scatola di intonaco” -qual è la sua classe-, ci saranno sempre studenti uguali che, paradossalmente, cambieranno ogni anno: immancabile è Primobanco così come è impossibile non riconoscere Rassegnato o Missionario che vi si siede sempre accanto. Agli ultimi banchi non mancheranno mai Fuggipresto o Panorama ed è consueta, nella classe di ogni anno, la presenza di un Campione o di una Campionessa.

Massini ci fa ritornare tra i banchi di scuola e ci fa ripensare a quel periodo con malinconia facendoci cercare in ogni soprannome affidato da Ardache un compagno di classe.

La scuola descritta dall’autore è assolutamente attuale e in questa si incontrano diverse culture ed etnie. È anche la scuola che riflette le intolleranze o le aperture di una società sempre più variegata e stimolante. Il tema principale dell’opera è sicuramente la migrazione e, infatti, la classe in cui insegna Ardache è formata quasi prevalentemente da figli di migranti spagnoli, arabi, polacchi, indiani. A questo è dovuta la frustrazione del professore che non riesce a comunicare con i suoi alunni ma, soprattutto, con i genitori che incontra durante l’ora di ricevimento del giovedì mattina in cui affronta i problemi e le diversità con una certa rassegnazione e stanchezza ma anche con cinismo ed ironia. Lo spettacolo fa ridere amaramente ponendo gli spettatori davanti ad una crisi attuale.

I veri protagonisti della pièce sono sicuramente gli alunni che vengono delineati dall’insegnante e dai genitori e così proiettati sul palco nonché tratteggiati nell’immaginario degli spettatori pur non comparendo mai effettivamente sulla scena.

«I testi dello scrittore e drammaturgo Stefano Massini ben raccontano l’evoluzione del tessuto sociale non solo italiano, ma europeo»

Michele Placido

L’ora di ricevimento andrà in scena fino a domenica 5 marzo.

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