Al Rossetti "La Cage Aux Folles"

“Signore e signori, benvenuti alla Cage Aux Folles”. Così il personaggio di Renato, interpretato da un bravissimo Cesare Bocci, dà il benvenuto al pubblico in sala. Subito dopo si aprono le danze, e vengono presentati tutti i pittoreschi ballerini che danno vita alla Cage Aux Folles, il night club più alla moda di Saint-Tropez. Ma non è tutto oro quello che luccica, infatti il figlio di Renato, Laurent, è tornato al nido dopo due settimane di assenza e porta notizie sconcertanti con sé: sta per sposarsi con la dolce Ann, figlia del non altrettanto amorevole onorevole Sant’Ann de Que, il quale ha in cantiere il programma di chiudere tutti i luoghi ambigui e, a detta sua, di peccato nella famosa località balneare. Una situazione che si prospetta non facile per Renato, il quale condivide sia gli affari che la vita con il suo compagno Albin, in arte Zazà, che altri non è che la punta di diamante della Cage, i cui panni sono indossati da un frizzantissimo Massimo Ghini. Insieme i due hanno cresciuto Laurent, il quale però, volendo far colpo sul padre di Ann per ottenere il consenso alle nozze, vuole nascondere la vera natura dei suoi genitori, costringendo il padre a cacciare Albin durante la permanenza dei futuri consuoceri.

Tra equivoci, battute e personaggi improbabili, lo spettacolo del francese Jean Poiret, si forma sotto gli occhi degli spettatori, con una scenografia mobile e ben costruita, ricreando le follie che si erano già potute assaporare nel celebre riadattamento cinematografico “Il Vizietto”, con Michel Serrault e Ugo Tognazzi. Lo spettacolo è cominciato martedì 31 gennaio al Politeama Rossetti e starà fino a domenica 5 febbraio. Con la produzione della  PeepArrow Entertainment, l’edizione italiana dell’opera è stata curata da Massimo Romeo Piparo, talentuoso regista teatrale e di musical, già noto al pubblico del Rossetti, grazie ad altri lavori come Hairspray o Jesus Christ Superstar.

Una messinscena che è priva di punti morti, non riesce proprio ad annoiare e coinvolge interamente gli spettatori, che talvolta verranno interpellati dagli attori, rompendo un po’ quella barriera che divide la platea dal palco, dando l’idea di trovarsi non in un teatro del freddo capoluogo friulano, ma nella vera “Cauge Aux Folles”, alla calda atmosfera estiva e glamour di Saint-Tropez. In conclusione è importante sottolineare come la risata lasci anche lo spazio alla riflessione in questa commedia sempre attuale, in cui i pregiudizi rendono cieche le persone che non vogliono vedere come l’amore sia un concetto universale, e come la diversità non sia un male, ma solo un valore che ci arricchisce.

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By | 2017-05-21T12:48:49+00:00 04/02/2012|Categories: Cultura e spettacoli|Tags: , , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.