Al Rossetti l'anno si chiude con il balletto di Mosca

Ritorna al Teatro Stabile regionale – dopo qualche stagione d’assenza – il Balletto di Mosca “La Classique” che per due serate consecutive farà rivivere il sogno della secolare tradizione della danse d’école, liberandola però dai ridondanti e obsoleti formalismi per riproporla rinnovata e adatta al pubblico odierno.

Applaudita in Italia e all’estero dove è regolarmente in tour, la formazione fondata nel 1990 da Elik Melikov – che tuttora la dirige, darà prova di grande crescita e della perfezione tecnica che la rende adatta ad affrontare i titoli più amati e complessi del grande repertorio. A Trieste verranno proposti Il Lago dei Cigni (sabato 29 dicembre alle ore 20.30) e Lo Schiaccianoci (domenica 30 dicembre alle ore 16).

Il Balletto di Mosca annovera circa cinquanta elementi di elevato rango, provenienti dalle migliori scuole e accademie, dal Bolshoi di Mosca, dal Kirov di San Pietroburgo, dai Ballets Theatres di Kiev e Odessa. Fra tutti spicca, dal 2006, la splendida etoile Nadeja Ivanova, ballerina affascinante per capacità interpretativa e padronanza tecnica. Dopo il diploma con lode alla Scuola di Danza dell’Opera di Perm, ha danzato con il Teatro dell’Opera di Ekaterinburg e con il Balletto Nazionale Russo ed ha meritato premi ambìti come il Prix de Lausanne ottenuto nel 1998.

Nadya Pyastolova nel Lago dei cigni.

La ammireremo sabato 29 quale Odette ne Il Lago dei Cigni, irraggiungibile composizione di Čiajkovskij per il Balletto dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo: nella definitiva coreografia congiunta di Marius Petipa (I e III atto) e del suo allievo Lev Ivanov (II e IV atto, detti ‘atti bianchi’) del 1895, raggiunge vette di rara finezza e continua a incantare il pubblico.

Il Balletto “La Classique” ricostruisce filologicamente la coreografia originaria attraverso il talento dei 40 ballerini che in scena rievocano la storia d’amore tra Odette e il Principe Sigfried, sullo sfondo di scenografie tradizionali di impatto. Ritroveremo dunque nello svolgersi di un racconto “sulle punte” che commuove, tutti i tratti più affascinanti di questo balletto: le sfumature malinconiche e l’atmosfera lunare che accompagna l’arrivo di Odette, la maturazione romantica della figura del Principe, la virtuosistica contrapposizione nel ruolo di Odette/Odile fra il bianco e il nero, il Bene e Male, la purezza e la passione, la luce e la tenebra.

Domenica 30 invece, sarà la volta de Lo Schiaccianoci, uno dei capolavori ottocenteschi, per antonomasia adatto all’atmosfera natalizia: fu l’ultima opera di Marius Petipa, tratta dal racconto di E.T.A. Hoffmann Schiaccianoci e il Re dei Topi. La partitura conta sull’afflato romantico di Čiajkovskij (che proprio in questa composizione sperimentò per la prima volta l’uso della celesta), mentre la coreografia è stata oggetto di molte rivisitazioni successive: famosa quella di George Balanchine per il New York City Ballet che nel 1954 divise per la prima volta il balletto in due parti, la realtà e il sogno. E – in tempi attuali – irraggiungibile quella del geniale coreografo londinese Matthew Bourne, apprezzata lo scorso anno dal pubblico dello Stabile regionale.

La versione del Balletto di Mosca “La Classique” rimane fedele all’originale, emblema della tradizione ballettistica russa. La coreografia di Valery Kovtun ripercorre i passi di Petipa con lo scopo di restituire lo splendore della veste tradizionale de Lo Schiaccianoci. I costumi di Elik Melikov e le scenografie di Evgeny Gurenko, completamente rinnovati, sono ricchi di dettagli che donano eleganza e pregio all’allestimento.

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By | 2017-05-21T12:48:29+00:00 28/12/2012|Categories: Cultura e spettacoli, Teatro|Tags: , , , , |0 Comments

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Enrico Matzeu
Direttore artistico di Taglia Corti. Scrive di moda, costume, design e tv per molte testate on-line e commenta la televisione ogni sabato su Rai Tre a TvTalk.