Al Verdi di Trieste L’occasione fa il ladro

Il secondo appuntamento della stagione sinfonica 2014 del Teatro Verdi di Trieste è con una delle pagine giovanili di Gioacchino Rossini. Non parliamo di pagine a caso, dal momento che la carta e la scrittura saranno più che mai rilevanti in questa trasposizione. Le scenografie infatti sono curate dagli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e presentato al Teatro Malibran nel 2012.

La regista Elisabetta Brusa spiega così questo spettacolo “tutto da sfogliare”: è “un’immersione nel mondo della scrittura, della penna, della carta, del libro che diventata un omaggio alla poetica rossiniana concepita come un incanto, che possiamo far sopravvivere perché manoscritto su una partitura cartacea, che sfida il passaggio del tempo.” E così tracce della partitura rossiniana si incontreranno nel foyer del Teatro Verdi, mentre il pubblico in sala verrà accolto da alcuni geni della carta, mimi/traghettatori del mondo del contemporaneo.

L’allestimento è un omaggio alla scrittura, ai libri alla carta, come strumento di tradizione e trasmissione di un passato. Le scene diventano pagine di un libro, mentre i costumi e le parrucche, realizzati con la carta, hanno il compito di immettere i personaggi in una realtà senza una precisa collocazione storica. Vestiti con originali costumi bianchi di carta-tessuto ideati da Laura Palumbo e calati nelle scene di Alberto Galeazzo, che le ha immaginate come le illustrazioni di un libro, i personaggi si muovono assecondati dal disegno luci di Andrea Sanson che contribuisce a creare un’atmosfera di leggerezza ed eleganza, fra i molteplici travestimenti ed equivoci della storia.

L’occasione fa il ladro è una farsa, un “disimpegno intelligente”, poiché, a differenza dell’opera buffa, predispone l’anima dello spettatore al sorriso più che al riso. La trama si basa su una serie di equivoci, di scambi di identità e di impostori attraverso cui il conte Alberto, in viaggio per incontrare per la prima volta la promessa sposa Berenice, e lo spiantato Don Parmenione finiranno comunque con il trovare la felicità.

Il giovane direttore spagnolo Josè Miguel Perez-Sierra

A dirigere questa opera, che latita dalla scena teatrale triestina dal 1823, unica volta in cui andò in scena all’allora Teatro Grande, sarà il Maestro Josè Miguel Perez-Sierra, considerato oggi una delle “bacchette” più importanti delle giovani generazioni spagnole, al suo debutto triestino sul podio della Fondazione lirica.

Nei ruoli principali si esibiranno Irina Dubrovskaya (Berenice)Francisco Brito (Conte Alberto), Domenico Balzani (Don Parmenione) e Antonella Colaianni (Ernestina).

L’occasione fa il ladro debutta al Teatro Verdi martedì 11 febbraio, con repliche fino al 18 febbraio.

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