Al Verdi l'Inaugurazione dell'Anno Accademico 2012-2013

Si è svolta ieri pomeriggio, al Lirico Teatro Verdi di Trieste, la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2012-2013, Hanno aperto l’evento le voci del coro dell’Università degli Studi di Trieste, seguite dal discorso di apertura tenuto dal Magnifico Rettore d’Ateneo Francesco Peroni.

È l’ottantanovesima inaugurazione quella di quest’anno, che “coincide – come ha sottolineato il Rettore – con l’inizio di una nuova stagione istituzionale”; si pensi al voto per il nuovo governo e all’elezione del Presidente della Repubblica. Novità anche a livello regionale e locale: si assiste quest’anno alla conclusione del rettorato di Francesco Peroni, giunto al settimo anno. Ed è proprio durante questi sette anni che l’Università ha subito profondi stravolgimenti. A tal proposito il Rettore ha elencato numerose cifre che vedono l’ateneo giuliano in una situazione favorevole, nonostante la situazione critica che vive l’università italiana in questo periodo. Dal 2006 infatti “la contrazione dell’organico subita dall’ateneo ha visto un rallentamento, grazie all’assunzione, alla fine di ottobre del 2012, di 22 docenti e 30 ricercatori, ha affermato Peroni.

Il nostro ateneo è presente inoltre in numerose classifiche che comprendono i migliori istituti anche su scala mondiale, tra cui il National Taiwan University Ranking e la classifica del Times Higher Education. Per quel che concerne i finanziamenti alle università, l’ateneo triestino si posiziona “tra le prime dieci università italiane per capacità attrattive di finanziamenti esteri”, ha ricordato Peroni. Tutto ciò grazie ai molti progetti a cui Trieste prende parte, tra cui il Progetto di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013.

Nonostante l’importanza di cifre e dati positivi che riguardano l’università di Trieste, il Rettore ha posto l’accento sulla situazione negativa vissuta dall’università italiana. Tra le cause principali ci sono i tagli finanziari che spesso “hanno leso l’autonomia costituzionalmente sancita”, riservata al sistema universitario.

Mattia Fadel durante il suo discorso

Ed è questo il punto su cui ha fatto leva Mattia Fadel, Presidente del Consiglio degli Studenti, il quale, rivolgendosi a chi governa oggi questo Paese, ha concluso il suo intervento con una frase che rispecchia il pensiero di tutti gli studenti e i dottorandi che studiano in Italia ma che dall’Italia vogliono scappare: “Non ci state lasciando un paese facile e se continuate così non ci lascerete nulla”. Un discorso, il suo, che ha tuttavia anche evidenziato gli aspetti positivi del nostro ateneo, che conta il maggior numero di professori e ricercatori capaci e che svolgono il loro lavoro con passione. Un discorso quindi che può essere definito diretto ma razionale.

Fadel ha poi lasciato il microfono al Sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, il quale ha posto l’accento sul tratto di internazionalità della nostra università, di cui tutta la città deve andare fiera. “L’università di Trieste – ha affermato – è il simbolo dello sviluppo della città”, grazie alla qualità della docenza e della ricerca, le quali “aiuteranno Trieste ad uscire dalla crisi di prospettive”. Cosolini ha inoltre elencato gli obiettivi a cui aspirano le autorità locali per agevolare la popolazione studentesca, grazie al loro impegno comune: tra i propositi importanti ci sono le agevolazioni per gli alloggi studenteschi, un progetto per migliorare il trasporto pubblico, l’ampliamento della rete wireless e la creazione di nuovi spazi per lo studio. “Piccoli passi per grandi ambizioni” ha affermato il Sindaco.

È stata poi la volta di Marco Mancini, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, “È questa la fase più difficile degli ultimi decenni per la politica italiana”, afferma Mancini durante il suo intervento. Una fase in cui mancano programmi per l’istruzione, in cui le risorse statali non bastano a pagare il personale del comparto pubblico, un momento in cui proprio “il personale amministrativo è il personale con lo stipendio più basso nel settore pubblico”.  “Il blocco del turn-over – aggiunge Mancini con convinzione e forse con un po’ di rabbia – è un mezzo micidiale che sta impedendo alla scienza di progredire, ai giovani di sostituire le vecchie generazioni, alle scuole di operare con successo nella ricerca”. Questa è la situazione di crisi odierna dell’istruzione e della ricerca, che la CRUI ha denunciato in un documento inviato ai candidati delle elezioni politiche 2013, in cui si richiedono azioni concrete per risollevare le sorti del sistema scolastico e universitario italiano.

Una cerimonia, in conclusione, che da una parte ha evidenziato i punti di forza dell’ateneo giuliano, che può ritenersi fortunato rispetto alle altre università, nel panorama nazionale: nonostante la crisi politica e di conseguenza dell’istruzione italiana, come ha sottolineato il Rettore durante il suo intervento, l’Università di Trieste rimane tra le più virtuose su scala nazionale. D’altra parte non si può nascondere la difficile situazione odierna che tutti i relatori saliti sul palco del Verdi hanno voluto denunciare.

 

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