Alessandro Gassman in scena con il suo Riccardo Terzo

RIII- Riccardo Terzo di Shakespeare, nella traduzione e adattamento di Vitaliano Trevisan e nella regia e interpretazione di Alessandro Gassman e di una interessante compagnia d’attori è uno degli appuntamenti più attesi della stagione Prosa 2013-2014 e va in scena in esclusiva regionale dal 29 gennaio al 2 febbraio alla Sala Assicurazioni Generali dello Stabile regionale.

Una scena di RIII – Riccardo Terzo di Alessandro Gassman.

Per l’artista romano quello con il malvagio Riccardo III è il primo incontro con un personaggio shakespeariano, che affronta da protagonista e regista, e dunque con una consapevolezza profonda e attraverso una lettura dal taglio interessante. Seguendo una poetica che ha connotato tutta la sua produzione recente, Gassmann studia Riccardo III con rigore nei confronti della materia shakespeariana ma anche attraverso una koiné di linguaggi scenici molto moderna.

R III – Riccardo Terzo, fin dal titolo si annuncia come un’operazione nuova, un progetto costruito sul capolavoro di Shakespeare. Un progetto che naturalmente parte dalla traduzione e dall’adattamento del testo, che Alessandro Gassmann ha affidato a Vitaliano Trevisan, uno scrittore contemporaneo, colto, capace di rispondere al suo desiderio di un lavoro rispettoso dell’originale ma anche attuale, forte: «Una lingua asciutta, secca – ricorda Trevisan come una delle più immediate e stringenti richieste dell’attore e regista, fin dal loro primo incontro – che arrivi dritta, rendendo la trama chiara e coinvolgente. E un Riccardo gigantesco, fuori scala rispetto agli altri e alla scena, costretto a chinarsi per potersi specchiare, per passare da una porta, o per guardare qualcuno negli occhi».

Lo scrittore rimane conquistato da questa visione: non è un caso che Shakespeare riservi a Riccardo III la parte più estesa che egli abbia mai scritto per un protagonista, superata solo da quella di Amleto. Bello che la statura scenica di questo irraggiungibile eroe/antieroe rispecchi la sua dimensione gigantesca vergata già sulla pagina, nel 1592, da uno Shakespeare trentenne. Riccardo III  è infatti una sua opera giovanile, eppure costruita attorno a una figura complessa, mai incerta, perfetta nelle sue dinamiche psicologiche, straordinaria nelle sue voragini di perfidia, nelle sue macchinazioni, nel suo nero eroismo: domina il destino altrui manipolando le esistenze e si fa “regista” di quanto accade in scena. È di una malvagità sconvolgente, eppure è carismatico, possiede un fascino capace di soggiogare Lady Anna – che lo odia e ciononostante diviene la sua sposa – e le platee di ogni tempo. Il suo humor riesce ad alleggerire il respiro di un dramma altrimenti dalla cupezza gotica e incombente, segno che nello spettacolo permane sul piano della scenografia.

 

Commenti Facebook

About the Author:

Enrico Matzeu
Direttore artistico di Taglia Corti. Scrive di moda, costume, design e tv per molte testate on-line e commenta la televisione ogni sabato su Rai Tre a TvTalk.