Alessandro Preziosi seduce il Rossetti

È sempre affascinante constatare come un’opera scritta nel 1600 possa essere estremamente attuale. Questo è stato il caso del Don Giovanni o Il Convitato di Pietra di Molière,  portato sul palco del Rossetti mercoledì 14 gennaio da Alessandro Preziosi, che ne ha curato la regia e l’interpretazione.

Annoiato dalla vita, di cui non ne percepisce lo scopo, agnostico e, per questo, incredibilmente affascinante, Don Giovanni riesce a dare un senso alla sua esistenza solo soddisfacendo i propri desideri carnali. Senza freni o scrupoli, l’unico scopo del protagonista è quello di irretire ingenue fanciulle, beffandosi del giudizio del cielo, da cui tutti cercano inutilmente di metterlo in guardia e a cui, alla fine, Don Giovanni dovrà inevitabilmente rispondere. Il suo servitore Sganarello, interpretato da un eccellente Nando Paone, cerca di avvisarlo della dannazione a cui sta andando incontro, ma senza mai prendere una vera e propria posizione, felice della paga che prende.

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Proprio negli atteggiamenti più bassi dei due personaggi principali risiede l’attualità di quest’opera. L’ipocrisia è l’unica cosa sincera che emerge dallo spettacolo, che proprio per questo aveva suscitato scalpore. Anche oggi il cinismo di Don Giovanni riesce a colpire, ma porta anche l’attenzione dello spettatore su quella parte di società che ha fatto dei vizi delle vere e proprie virtù.

Alessandro Preziosi torna a Trieste dopo il Cyrano de Bergerac, con cui aveva conquistato il pubblico nel 2013. Anche questa volta riesce a non deludere, dimostrando grande attenzione e cura per i personaggi principali del teatro seicentesco. Lo spettacolo resterà in scena fino a domenica 18 gennaio.

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By | 2015-01-15T12:28:37+00:00 15/01/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.