All Frontiers, alla ricerca della musica contemporanea

Dal 12 al 14 dicembre a Gradisca d’Isonzo approda alla sua ventiseiesima edizione il festival All Frontiers. In agenda ci sono concerti live in anteprima nazionale, incontri con artisti ed interpreti e molte altre novità in fatto di musica contemporanea e all’interno dello scenario della musica d’arte in continua trasformazione. Abbiamo fatto qualche domanda al direttore artistico di questo grande evento, Tullio Angelini, che cura nei minimi dettagli la sua realizzazione.

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Per chi non lo conoscesse, in cosa consiste il festival?
La rassegna, come suggerisce il suo sottotitolo, è un’indagine e una ricerca sulla musica contemporanea internazionale, un progetto che tende ad osservare ciò che succede all’interno della musica che non viene frequentata spesso.

Com’è nata l’idea di All Frontiers?
L’idea è nata in modo del tutto casuale, spontaneo, quando anni fa ci si è resi conto che il panorama regionale non offriva molto riguardo la sperimentazione sonora, e che c’era la necessità di spostarsi sempre altrove e di fare chilometri per arricchirsi culturalmente. Ecco l’idea nasce da ciò, dal bisogno di mettere la necessità culturale al primo posto, in un territorio sfornito come il nostro.

Quali sono le novità di questa edizione?
Le novità di quest’anno consistono nel partecipare e trovare un modo per collaborare con altri tipi di realtà, come altri enti che hanno intendimenti e programmi molto simili al nostro, come ad esempio il Mattatoio Scenico, associazioni che collaborano insieme per una causa comune, portando in avanti il percorso sul nostro territorio. In più c’è l’idea di di inserire progetti  di altra frangia, come quello riguardo Interpolazioni, la rassegna di indagini che il prossimo anno compirà 30 anni. Questa è un’anteprima che tributa l’idea della prima edizione del 1985, e che quest’anno dedica il suo programma al compositore Fausto Romitelli.

Qual è la forza di questo festival, che ormai è giunto alla sua ventiseiesima edizione?
Il punto di forza è sicuramente l’entusiasmo, la passionalità che si mettono all’interno di un progetto. Quando ci sono questi ingredienti semplici e fondamentali il gioco è fatto. Una rassegna non parte per forza da un percorso, ma spesso da un desiderio o da un’idea, come può essere per noi la musica.

Una curiosità: perchè è stata scelta proprio Gradisca d’Isonzo come location di All Frontiers?
Gradisca d’Isonzo nasce come una località casuale; dalle prime ore si cercavano certe caratteristiche per ospitare questo festival, e man mano che passa il tempo e le edizioni si evince che non meglio di altri questa è quella fondamentale. é un luogo strategico, vicino alla Slovenia e crocevia con altre località anche estere.

Ci sono già idee e progetti per l’edizione del prossimo anno?
Sicuramente ci sarà l’edizione dedicata ad Interpolazioni, che chiameremo la numero uno o zero. Al momento non abbiamo programmi particolari. Ci sono da tempo diversi progetti e diversi nomi, ma la progettazione vive la contemporaneità, e se verrà proposta un’idea più interessante delle altre non esiteremo a svilupparla.

 

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By | 2014-12-12T12:11:52+00:00 12/12/2014|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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Da sempre ho manifestato una forte propensione per la scrittura, una passione che mi ha portato ad iscrivermi al corso di laurea in scienze della comunicazione, in vista di una futura specializzazione nel ramo giornalistico. Appassionata di moda, sogno di scrivere per un’importante rivista.