Allegria e amarezza al Rossetti con La scuola delle mogli

Quali caratteristiche ha la moglie perfetta? Secondo Pigmalione ha le fattezze della statua scolpita con le sue mani, per il professor Higgins, il Pigmalione della commedia di George Bernard Shaw, ha una pronuncia perfetta, per Ira Levin, nel suo romanzo La fabbrica delle mogli, non c’e’ niente di meglio di una moglie robot sempre sottomessa ed infine, secondo il test per la moglie perfetta del professor Crane, psicologo alla Northwestern University, anno 1939, deve tenere la casa pulita e ordinata.

Anche il Signor Arnolfo, protagonista de La Scuola delle Mogli, opera scritta nel 1662 da Moliere, ha un‘idea di come dovrebbe essere la moglie ideale: decisamente ignorante, per dirla con le sue parole “una donna che sa leggere, sa già troppo”. Così fa crescere la sua protetta, Agnese, in un convento, lontana dalle tentazioni e corruzioni del mondo, fino al suo diciassettesimo compleanno, quando decide che è pronto a sposarla. Chiudiamo un occhio sul fatto che lui in realtà la compri da una contadina all’età di quattro anni, perché certamente questo scandalizza più noi spettatori moderni che non la corte di Luigi XIV, per cui Moliere stesso si esibì nei panni di Arnolfo.

Eros Pagni e Alice Arcuri interpretano Arnolfo e Agnese.

La vita però ha un suo modo di rovinare sempre i piani degli uomini e così Arnolfo si trova a ricevere il figlio di un amico che gli confessa di essersi innamorato di… beh, di chi altri se non Agnese? La storia dunque si srotola tra le lacrime della giovane, separata dall’amato Orazio e costretta a un matrimonio con il vecchio (ha addirittura quarantadue anni) e avaro Arnolfo, e le risate per l’ingenuo Orazio che confida proprio al rivale i suoi piani per sottrarre la ragazza al bieco Del Ciocco, che egli ignora essere il nome più “nobile” col quale Arnolfo stesso ha deciso di farsi chiamare. Altra fonte di divertimento sono i due servi di Arnolfo/Del Ciocco, suoi complici nella missione di tenere separati i due innamorati, tra tentativi di definire cosa sia la gelosia (“per l’uomo una donna è come una minestra”) ed eccessivo zelo, che ci fa temere per la vita di Orazio. La conclusione della vicenda riserva una sorpresa, un colpo di scena in stile Casina di Plauto, e una lezione: meglio non ridere delle sventure degli altri, perché un giorno le parti potrebbero invertirsi.

La scuola delle mogli è portata al Teatro Rossetti dalla Compagnia del Teatro Stabile di Genova, diretta da Marco Sciaccaluga. Ne è protagonista Eros Pagni, conosciuto come interprete di qualità dai frequentatori del Rossetti, che lo ricorderanno in Aspettando Godot e Misura per Misura. Nei panni della voce della saggezza, ossia Crisaldo, il sempre splendido Federico Vanni, mentre Roberto Serpi e Alice Arcuri interpretano i giovani innamorati Orazio e Agnese. Le scenografie, curate fin nei dettagli della carta da parati che si scolla dai muri, sono opera di Jean Marc Stehle e Catherine Rankl, responsabile anche per i costumi, due elementi che ci immergono fin dal principio nell’ambientazione dei primi del Novecento, fra treni, scorci di stradine abbarbicate su pendii francesi e il negozio di un orologiaio.

La scuola delle mogli debutta mercoledì 23 gennaio al Rossetti e sarà in replica fino a domenica 27.

 

 

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By | 2013-01-24T17:44:27+00:00 24/01/2013|Categories: Cultura e spettacoli, Teatro|Tags: |0 Comments

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