Alzheimer, trovati nuovi marker per una diagnosi preventiva

L’Alzheimer è una malattia molto grave che affligge circa 30 milioni di persone e della quale non si conoscono bene le cause e la sua progressione. È una patologia di tipo degenerativo che interessa soprattutto soggetti over 65 e colpisce gravemente il sistema nervoso provocando una forma di demenza senile che pian piano conduce alla morte. Dati statistici dimostrano che la rapida diffusione della malattia potrebbe interessare un individuo su 85 nel 2050.

Rappresentazione dei danni provocati dall’ Alzheimer a livello del sistema nervoso centrale

Nonostante non siano ancora state sviluppate delle terapie per la cura della malattia, un grosso aiuto può essere dato dalla ricerca e dalla rilevazione di marker biologici necessari per effettuare una diagnosi precoce a scopo preventivo. Cosa sono questi marker biologici? Sono delle semplici sostanze a livello cellulare che, se rilevate, mettono in guardia dalla possibile insorgenza della patologia così da poter intervenire preventivamente prima che la malattia si sviluppi e faccia il suo corso.

È la strada che hanno seguito Mark Mapstone e i suoi colleghi dell’Università Rochester nello stato di New York. Lo studio, pubblicato su Nature Medicine, è stato effettuato su un campione di circa 500 soggetti over 70 nei quali è stato considerato un pool di 10 sostanze lipidiche, presenti nel sangue, che consentono di valutare l’integrità delle membrane cellulari dei neuroni, coinvolte nel processo di neurodegenerazione, con un’affidabilità del 90%. Ad oggi gli esami che vengono utilizzati sono di tipo invasivo, come il prelievo del liquido cerebrospinale dal quale vengono misurati i livelli di proteine amiloidi beta e tau, metodi di imaging cerebrale o altri metodi molto costosi e complessi.

È un sistema che ha ancora bisogno di ulteriori sperimentazioni prima di poter essere utilizzato in ambito clinico, ma se ciò avvenisse, entro breve tempo, porterebbe rivelarsi un utile beneficio per la diagnosi precoce della malattia.

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By | 2017-05-21T12:41:31+00:00 13/03/2014|Categories: Giovani e società, Magazine, Scienza&Ricerca, Università|Tags: , , |0 Comments

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