Armi chimiche: un’eredità pesante e un futuro incerto

Dopo la Guerra Fredda, le armi chimiche hanno incontrato un rapido, ma non definitivo, declino. La Convenzione sulle armi chimiche del 1993, le proibirà ufficialmente tra i 189 paesi firmatari. Tra questi non figureranno, o non recepiranno quanto sottoscritto: Angola, Israele, Egitto, Corea del Nord, Sud Sudan, Birmania e Siria.

Le armi chimiche sono vietate dal 1993.

È quest’ultima a destare le maggiori preoccupazioni, nonostante sembri che il regime di Damasco si sia arreso alle pressioni internazionali. Avrebbe, pur tra mille incertezze riguardanti il “come”, intenzione di consegnare il suo arsenale chimico.

Altri Paesi a rischio come Sud Sudan, Birmania, Egitto e Angola o non ne sono in possesso, o comunque da tempo sono impegnati a firmare la messa al bando delle armi proibite, mentre maggiore incertezza viene da Israele. Quest’ultimo Paese, pur avendo firmato i trattati internazionali, non li ha mai ratificati. Tuttavia, l’arsenale attivo più imponente al mondo sembra essere in mano alla Corea del Nord la quale vanta una capacità produttiva enorme, affiancata ad una totale imprevedibilità riguardo l’uso che intende farne.

di Matteo Macuglia

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By | 2013-10-28T11:59:01+00:00 28/10/2013|Categories: Mondo|Tags: , |0 Comments

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