Armistizio tra Udinese e Bologna: è 1-1

Aveste chiesto ad un generale del calibro di Giulio Cesare di scendere in battaglia senza disporre, tra le fila del proprio esercito, di uomini chiave come quelli a cui ha dovuto rinunciare nella gara odierna mister Guidolin, avrebbe per lo meno espresso un minimo di disappunto e preoccupazione per le sorti della contesa. Sprovvisti di due arcieri della classe di Danilo e Benatia, delle incursioni del fante, e veterano, Giampiero Pinzi, degli spioventi del fromboliere Pasquale e della devastante potenza della cavalleria, privata dell’estro di Muriel, qualunque comandante, e così le sue truppe, avrebbero tentennato e smarrito fiducia nelle proprie potenzialità, soprattutto se, a sostituire gli assenti, fossero stati arruolati tanti ragazzini, dalle belle speranze, ma ancora senza esperienza sul campo. Eppure, l’armata sportiva guidata dal mister di Castelfranco Veneto, chiude il “mini-ciclo” di tre gare settimanali con cinque punti nel taschino, nessuna sconfitta e, per chi non se ne sia accorto, tre rimonte, di cui una, fenomenale, nella tana della Roma.

NESSUNA SCUSA – Non sia questo preambolo interpretato come un alibi per la squadra bianco-nera, ma, solamente, come il giusto riconoscimento degli sforzi dei ragazzi friulani, che, sicuramente, meritano anche la giusta dosa di “tirate d’orecchie” per le disattenzioni, che hanno costretto il numero uno Brkic, non sempre esente da colpe, a raccogliere il pallone infilatosi nella propria rete per ben cinque volte in tre partite. Allo Stadio Dall’Ara di Bologna, nel match di questo pomeriggio, dopo un primo tempo contraddistinto da noia e timore di scoprirsi, è stata proprio una distrazione, dopo nemmeno 20 secondi dal calcio d’inizio della ripresa, del reparto difensivo bianco-nero, schierato per l’occasione con il trio italico Angella-Coda-Domizzi, a concedere al talentuoso Diamanti, vicino all’Udinese nella finestra di mercato estiva, il facile appoggio per la corsa sotto la curva Bulgarelli che valeva l’1-0. Giustificazioni che non valgono tanto meno per la compagine bolognese, nonostante mister Pioli abbia assistito, inerme, ai forfait di Perez prima, durante il riscaldamento, e Morleo poi, a gara in corso, sostituiti da Pazienza e Abero. Ad un passo dalla meta, infatti, quando la spinta rosso-blù faceva presagire l’imminenza del secondo gol, che avrebbe messo fine ad ogni velleità, il motore felsineo si è inceppato, lasciando strada libera alle offensive ospiti.

UN’ALTRA RIMONTA – L’Udinese, rinvigorita nelle gambe e nell’animo dagli ingressi di Pereyra e Ranégie, chiamati ad occupare le caselle lasciate vuote da Badu e Lazzari, ha colmato con cuore e carattere le lacune tecniche e il difetto d’esperienza, generando un moto perpetuo che, come un’onda, ha travolto uno spaesato bologna, complice della crescita friulana. A dare un senso alla riscossa bianco-nera ci ha pensato il portavoce del movimento rivoluzionario friulano (una provinciale per due anni di fila ai play-off di Champions League non si era mai vista), Totò Di Natale che, staccatosi dall’incauta marcatura della difesa bolognese, ha approfittato di un traversone deviato, proveniente dalla sinistra, per trafiggere Agliardi e siglare niente meno che il suo 160° gol in Serie A. Il quarto d’ora abbondante rimasto ai due team per conquistare i tre punti ha visto predominare l’Udinese, galvanizzata dalla prodezza del suo capitano, ma un risultato diverso da quello finale sarebbe stato decisamente ingiusto per un Bologna che, per buona parte della gara, ha mostrato, almeno, di provarci maggiormente rispetto ad un’Udinese in generale remissiva. Un pareggio, in fine dei conti, accettato da ambo le parti, in attesa di tempi migliori, da inaugurare, per quanto riguarda i friulani, possibilmente già giovedì, quando al Friuli arriverà lo Young Boys.

Commenti Facebook
By | 2017-05-21T12:16:04+00:00 04/11/2012|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

About the Author: