Art, un riflesso del sentire contemporaneo

Fin dal suo punto di partenza – un preziosissimo e costosissimo quadro d’autore tutto bianco – Art, il testo di Yasmina Reza, acuta autrice del nostro tempo, induce a più di qualche sorriso. In realtà, il tema dell’arte si rivela poi solo uno spunto iniziale, colto e significativo, per dare il La a un’indagine ben più intrigante e a una ridda d’interrogativi che molto svelano del “sentire contemporaneo”.

Attorno al quadro infatti si confrontano tre amici, uniti da uno di quei legami misteriosi e invidiati, che si immagina tutto affidabilità e cameratismo. «All’amicizia maschile, sentimento generalmente considerato così puro, così autentico, così naturale, goliardicamente semplice, anche così sacro – specie in Italia – viene data una bella scartavetrata da questa autrice francese, Yasmina Reza» commenta infatti Gigio Alberti, uno dei protagonisti. «Una donna quindi. Che sbircia in una serata di tre vecchi amici, uomini fatti, divertenti, simpatici, folgoranti nelle loro battute, ognuno con una storia sentimentale non facile alle spalle (i rapporti con l’altro sesso non sono mai facili, si sa) per vedere se davvero l’amicizia tra uomini sia questa specie di Paradiso terrestre dove ognuno ritrova se stesso e se stesso riesce ad essere…». Non sarà affatto scontata la risposta che ci daremo alla fine dello spettacolo, assieme ai protagonisti Serge, Marc e Yvan.

Giampiero Solari, che ritorna per la seconda volta nella stagione 2012-2013, dopo il grande successo ottenuto con Il tormento e l’estasi di Steve Jobs, recentemente presentato alla Sala Bartoli, trova con la modulazione dell’autrice una perfetta sintonia. Guida con mano sicura i tre interpreti in questo confronto livido e assieme divertente “dentro il quadro bianco” e considera: « L’amicizia. Il passaggio di un’esistenza insieme. Soli. Creando alleanze. Due contro uno. Altri due contro uno. Si provoca violenza nei rapporti. Violenza. (…) Forse è così, tutta la vicenda, le discussioni appassionate, le verità, le bugie, le alleanze, le insicurezze, tutto accade dentro il quadro bianco (…) Il paradosso del testo fa in modo che ci si rida sopra. Con ironia, con affetto, una risata in cui ci si riconosce. L’apparente satira sull’arte contemporanea diventa la finestra per entrare in un meccanismo di rapporti sull’amicizia. Il tutto… dentro un quadro bianco. Dentro. Dopo esserci passati… ci si confonde con il paesaggio e si sparisce».

Alessio Boni, Alessandro Haber, Gigio Alberti: la produzione ha saputo unire sulla scena tre interpreti di primo livello, tutti forti di esperienze teatrali e cinematografiche, e dotati di differenti personalità artistiche. Li abbiamo già applauditi tutti sulla scena dello Stabile regionale e ognuno sarà un ritorno molto gradito per il pubblico. Sarà anche l’armonizzazione di profili così potenti, uno dei punti di forza dello spettacolo, che ha ottenuto ovunque decisi consensi.

La regia è del già citato Giampiero Solari, le scene di Gianni Carluccio, le luci di Marcello Iazzetti e i costumi di Nicoletta Ceccolini. Il testo è stato tradotto da Alessandra Serra. Art di Yasmina Reza è prodotto da Nuovo Teatro.

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By | 2013-04-15T21:43:59+00:00 15/04/2013|Categories: Magazine|Tags: , , , , , |0 Comments

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Enrico Matzeu
Direttore artistico di Taglia Corti. Scrive di moda, costume, design e tv per molte testate on-line e commenta la televisione ogni sabato su Rai Tre a TvTalk.