Artisti di strada: un viaggio tra divieti e permessi

Non è la prima volta che Trieste prova a creare una qualche sorta di regolamentazione per gli artisti di strada. L’ultima volta era stato nel 2010, quando la proposta di creare una “Tessera dell’artista” suscitò svariate critiche. Ci risiamo dunque; sono trascorsi cinque anni ma quanto approvato dalla giunta alcuni giorni fa sembra ricalcare il vecchio progetto: chiedere ai performer di prenotare gli spazi in cui esibirsi presso un apposito sportello comunale. Una regolamentazione che cerca di ovviare a una mancanza più grande, che vede l’assenza di leggi nazionali riguardanti gli artisti di strada e le loro esibizioni. Anche questa volta non mancano le critiche e le perplessità di coloro che vedono in questa procedura una perdita della libertà caratterizzante quegli artisti che hanno deciso di fare della strada il loro palco.

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In tutte le grandi città sono presenti artisti di strada che rendono pittoresche le vie e le piazze. Basti pensare a Barcellona, dove tra le attrazioni principali vengono nominati proprio i buskers (altro modo in cui vengono definiti a livello internazionali gli artisti di strada) e in cui ogni anno viene organizzato un festival dedicato a loro. Per chi ha passeggiato ne Las Ramblas non ci sono dubbi che ci si possa trovare davanti a veri geni dello spettacolo! Questo però è dovuto al fatto che nulla è lasciato al caso, e la capitale della Catalogna ha studiato, già da diversi anni, un regolamento volto a mantenere alta la qualità delle performance. Volete fare i mimi o suonare lungo le vie di Barcellona? Tenetevi allora pronti a superare un concorso pubblico prima di ritirare il vostro tesserino, a patto che le esibizioni ed i costumi indossati non siano “contro il decoro pubblico”.

La_Rambla_Boulvard_Barcelona

Situazione simile sarà quella che troverete se stavate pensando di strimpellare oltremanica, dove i regolamenti dell’arte di strada si riferiscono ancora all’Environmental Protection Act. Se volete esibirvi a Londra vi basta sapere che, se non offendete il pubblico decoro, se non bloccate la circolazione e se non create disordine pubblico, la legge permette le vostre performance. A porre maggiori limiti sono però i local councils, che possono porre dei limiti sugli orari e i luoghi in cui esibirsi, nonché organizzare delle selezioni per rilasciare licenze agli artisti.

Per quanto possa suonare insolito sostenere delle audizioni per esibirsi lungo le vie di una città, la situazione si fa ancora più rigida se vi spostate nel continente americano. Tralasciando il fatto che in America sono i precedenti verdetti a “fare la legge”, negli Stati Uniti vi sono stati molti casi legali riguardanti la regolamentazione degli artisti di strada, forma d’arte che viene fatta rientrare nel primo e nel quattordicesimo emendamento come libertà di espressione. Nonostante questo le performance devono essere regolate per motivi di pubblica sicurezza. Se prendiamo ad esempio la città di New York è necessario avere dei permessi se si utilizzano strumenti quali megafoni, stereo o amplificatori per cui dovrete anche pagare una tassa di 45 $. Permessi di altro genere devono essere richiesti per esibirsi nei parchi o alla Staten Island Ferry terminal. Per esibirsi all’interno del progetto Music Under New York, che coordina eventi in tutta la rete di trasporto su rotaie, è previsto anche il superamento di un’audizione.

Forse l’iniziativa di Trieste, che permette comunque di esibirsi ad artisti alle prime armi, non va poi contestata eccessivamente.

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By | 2015-05-14T10:28:49+00:00 14/05/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

About the Author:

Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa