Assassinio sul Nilo, un giallo a teatro

Venerdì 1 aprile ha debuttato al Teatro Bobbio, per la regia di Stefano Messina e la traduzione di Edoardo Erba, Assassinio sul Nilo riadattamento teatrale del celebre romanzo Poirot sul Nilo, una delle opere più famose di Agatha Christie.

Un gruppo di beduini intenti a vendere collanine, cartoline, souvenir di ogni tipo travolge il pubblico in sala, sono minuti fondamentali per fare affari prima che il battello parta. Sembra di essere al cinema, sul telo bianco viene proiettato il video con i titoli di testa e poi finalmente si apre il sipario; una grande sala panoramica di un lussuoso battello in crociera sul Nilo accoglie i personaggi dello spettacolo.
Persone molto diverse che casualmente condividono un viaggio è quello che si potrebbe pensare a prima vista ma la realtà è ben diversa: interessi, intrighi, ombre e strani rapporti li legano fra loro e gli amanti di Agatha Christie lo sanno bene.
Helen ffoliot-ffoulkes è la zia ricca accompagnata dalla nipote Cristina che tratta come una serva, insieme a loro viaggiano anche William Smith,un facoltoso aristocratico che cerca di camuffare la sua ricchezza, il dottor Bessner, la coppia di sposi in luna di miele Kay Ridgeway e Mr. Mostyn con la cameriera Louise, padre Pennefather e Jacqueline de Severac, una giovane innamorata e abbandonata.
Di li a poco, però, il viaggio non sarà più così tranquillo, la ricca Kay Ridgeway verrà assassinata con un colpo di pistola e il marito di lei colpito ad una gamba; si scoprirà allora che molti avevano un buon movente e la scacchiera di tutta la storia assumerà tinte ancor più fosche con l’uccisione della cameriera; riusciranno i passeggeri a trovare l’assassino? Ha inizio così la caccia all’assassino e, come ogni romanzo della Christie che si rispetti, il finale è unico e sorprendente.

Due ore di spettacolo dal ritmo serrato dove si intrecciano denaro, gelosia, passione, vendetta, suspence ma anche molta ironia che scopre il pubblico ridere generosamente.
Alessandro Chiti non si smentisce con la sua scenografia curata ed elegante, gli elementi “cinematografici” danno un tocco di originalità; proiettare su un telo bianco il titolo dell’opera e utilizzare lo stesso telo come escamotage scenico tra un atto e l’altro proiettando su di esso una serie di immagini e concludendo con i titoli di coda sono di grande effetto. Nota di merito va anche alle musiche di Pino Cangialosi che contribuiscono a creare quell’atmosfera magica, esotica e misteriosa che avvolgente tutto lo spettacolo.
La compagnia di Attori e Tecnici si conferma eccezionale e gli applausi copiosi del pubblico lo hanno sottolineato; bravissimo Stefano Messina nei panni di Smith riuscendo a mescolare ironia e cinismo allo stesso tempo, un plauso a Elisa Di Eusanio per la magistrale interpretazione di Jacqueline de Severac e a Roberto Della Casa nei panni del dottor Bessner.

(Foto di Manuela Giusto)

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