Assegnato il Leone d’Oro alla Carriera al regista William Friedkin

La locandina del film “Killer Joe” di Friedkin, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2011.

Il Festival di Cannes è alle porte, ma è al Festival di Venezia, previsto dal 28 agosto al 7 settembre, che vengono già proclamati i primi vincitori.
Infatti, è già stato reso noto il nome di colui a cui andrà il Leone d’Oro alla carriera durante la 70esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Si tratta del regista William Friedkin, director de “L’esorcista”, film cult che ha spaventato, e che continua a terrorizzare intere generazioni di spettatori.
Alberto Barbera, Direttore della Mostra del Cinema, ha giustificato così la decisione di destinare il prestigioso riconoscimento: William Friedkin ha contribuito, in maniera rilevante e non sempre riconosciuta nella sua portata rivoluzionaria, a quel profondo rinnovamento del cinema americano, genericamente registrato dalle cronache dell’epoca come la Nuova Hollywood. Dopo aver scardinato le regole del documentario con alcuni lavori televisivi impostisi per lo sguardo asciutto, spietato e imprevedibile, Friedkin ha rivoluzionato poi due generi popolari come il poliziesco e l’horror, inventando di fatto il blockbuster moderno […]”. Barbera ha inoltre aggiunto che il regista, nel corso della sua carriera, ha dimostrato “una fedeltà rischiosa ai propri ideali che, allontanandolo dal centro del cinema hollywoodiano, lo ha spinto a cercare nel cinema indipendente quella libertà necessaria a perseguire la ricerca di un linguaggio fatto di spiazzamenti continui, di istinto visivo folgorante, visionario, allucinatorio, eppure insaziabilmente affamato di realtà anche quando sembra perdersi nel delirio cinetico, astratto e perfezionistico […] William Friedkin rappresenta ancora oggi l’esempio di un cinema esigente, intellettualmente onesto, emotivamente intenso, programmaticamente avventuroso ed erratico: un antidoto potente e generoso al crescente livellamento del cinema contemporaneo.

Dal canto suo, Friedkin ha risposto all’assegnazione del premio dicendo: “Venezia, specialmente durante la Mostra, è una casa spirituale per me. Il Leone d’oro alla carriera è qualcosa che non mi sarei mai aspettato, ma sono onorato di accettarlo con gratitudine e amore”.

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.