#Australia101 – Australia Day: è proprio il caso di festeggiare?

Eccoci al nostro decimo appuntamento con le avventure di #Australia101! Questa settimana è passata tra lavoro e sessioni intensive di slackline. Il bar a St.Kilda ha richiesto i nostri servigi anche domenica (oltre alle solite serate del venerdì e sabato), tutto perché l’ultimo giorno della scorsa settimana cadeva il 26 Gennaio: Australia Day.

Ma facciamo un passo indietro per scoprire l’origine di una delle festività più importanti per la terra dei boomerang. Sebbene gli olandesi avessero scoperto già nel 1606 il nord e il sud del continente australiano (“they knew it before it was cool”), non avevano realizzato che le due coste erano parte della stessa enorme isola. All’inizio ci si riferiva a questa terra come Nuova Olanda, Australasia e Australia, ma l’esploratore inglese Matthew Flinders (a cui è intitolata una delle stazioni più importanti di Melbourne) decise di circumnavigare il continente per verificare che fosse una sola isola e, solo più tardi (nel 1804), usò la propria autorità per far affermare il nome che lui trovava più adeguato: Australia. Secondo Flinders nessuno avrebbe scoperto un continente di simile estensione navigando più a sud, motivo per cui il nome Terra Australis (terra del sud) calzava a pennello per questo isolotto nuovo di pacca.

La bandiera degli aborigeni australiani.

A seguito delle esplorazioni olandesi, gli inglese decisero di intraprendere una spedizione volta a fondare delle colonie penali dove mandare i condannati che i nuovi Stati Uniti d’America si rifiutavano di accogliere. Questa spedizione, conosciuta come First Fleet (la prima flotta), sbarco nella zona dell’attuale città di Sidney nel 1788, e, dopo alcuni tentennamenti nel decretare quale fosse il punto migliore per stabilirsi, si decise di fermarsi il 26 Gennaio nell’attuale Sidney Cove (una baia a sud del business district dell’omonima città). L’Australia Day festeggia quindi l’arrivo della flotta inglese in una terra che, però, era difatti già abitata…

Non scenderò nel particolare per quanto riguarda i rapporti tra nativi australiani e “invasori”, ma ci basti sapere che non sono mai stati molto buoni e la collaborazione tra i due popoli è avvenuta veramente di rado. I cosiddetti Aboriginal (o meglio, ciò che ne rimane) non sono perciò così contenti di festeggiare l’Australia Day in questa data, e si riferiscono al 26 Gennaio come Invasion Day (giorno dell’invasione). Da più di vent’anni il cambio della data è stato preso seriamente in considerazione dalle istituzioni, e le motivazioni spaziano dai rapporti con gli aborigeni al fatto che la ricorrenza è indissolubilmente legata alla deportazione di prigionieri in catene e al colonialismo. La carenza di sensibilizzazione e probabilmente anche la scomodità dell’idea di una nazione, così ben riuscita, ad un costo così alto, hanno fatto sì che questo cambiamento non sia ancora avvenuto (e probabilmente ci vorrà ancora molto tempo prima che qualcosa di muova).

Nonostante tutto, gli aborigeni festeggiano nella stessa data il Survival Day, per affermare che la cultura aborigena non è stata spazzata via completamente dall’arrivo degli inglesi. La maggior parte delle manifestazioni e dei concerti aborigeni ha luogo a Sidney, dove si hanno veri e propri raduni di indigeni residenti nella città (naturalmente aperti a tutti).

Il fatto che io lavorassi per gran parte di questa giornata così controversa non ha certo aiutato a vivere l’esperienza nella sua interezza e mi sono dovuto limitare ai festeggiamenti con gli invasori, tra tatuaggi adesivi raffiguranti la bandiera nazionale e birra ghiacciata in riva al mare davanti a una waterline. Se Melbourne ha offerto occasioni di sensibilizzazione per noi bianchi ignoranti, io le ho perse completamente, ma spero di avere modo di festeggiare con gli invasi tra un anno per sentire entrambe le campane! See ya mates!

 

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By | 2014-01-30T12:53:04+00:00 30/01/2014|Categories: Mondo|Tags: , , |0 Comments

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