#Australia101 – The Great Ocean Road!

Bentornati all’appuntamento settimanale con #Australia101! Pasqua è arrivata anche a Melbourne, portando con sé alcuni preziosissimi giorni di vacanza dal lavoro in pizzeria. Grazie alla chiusura del Venerdì, io e alcuni colleghi abbiamo deciso di intraprendere una sortita flash sulla Great Ocean Road. La crew, composta da cinque italiani e un australiano, si è incontrata a St. Kilda alle 7.30 del mattino per saltare a bordo di due furgoncini e partire alla volta della Grande Strada Oceanica. Sebbene io mi immaginassi una strada inondata di sole e gioia, abbiamo dovuto fare i conti con pioggia e forte vento freddissimo per gran parte del tragitto, cosa

Uno scorcio della Great Ocean Road

apparentemente comune a sentire le esperienze passate del resto del gruppo. Com’è giusto che sia, non ci siamo fatti certo scoraggiare dal brutto tempo e abbiamo continuato per la nostra strada ignorando il più possibile i nuvoloni grigi che incombevano su di noi. Sulla Great Ocean Road ci sono moltissime cose da vedere, e di solito si fa in 3-4 giorni per riuscire a fermarsi con calma in ognuno dei luoghi d’interesse. Noi, avendo solo un giorno e mezzo a disposizione, abbiamo ridotto le fermate al minimo indispensabile, cercando di fermarci solo laddove fosse strettamente necessario: il primo stop è stato al Bottle Shop. Solo dopo esserci assicurati di avere abbastanza birra per il restante giorno e mezzo di viaggio ci siamo rimessi sulla strada. Alcuni componenti del gruppo erano già stati in giro per la Great O’ e hanno selezionato per noi le tappe più importanti. Secondo stop del viaggio: le Erskine Falls. Arrivati nel parcheggio convenientemente situato all’imbocco del sentiero designato e munito di gradini, ci siamo avventurati nella foresta dagli scenari tipicamente australiani (che io continuo ad associare ai panorami di Jurassic Park), con alberi e felci tutt’intorno al tracciato. Scattate le dovute foto abbiamo potuto proseguire il nostro viaggio. Terza fermata: Apollo Bay. Il tempo di parcheggiare i furgocini e ci siamo accaparrati un tavolo sul prato per goderci il sole di passaggio banchettando con prelibatezze fatte in casa. Nel pomeriggio abbiamo passeggiato sulla spiaggia

Foto di gruppo con un faraglione di nome “Razorback”

per digerire il pranzo e via, di nuovo per strada alla volta dei Dodici Apostoli: un complesso di faraglioni calacarei uno a fianco all’altro, che regalano un panorama mozzafiato sia dalla spiaggia che da in cima alla scogliera. Il nome è un po’ fuorviante: dei dodici apostoli in questione ne sono infatti rimasti solo otto a causa della continua erosione ad opera del mare agitato e del tesissimo vento che si abbattono incessantemente sulla costa. Vedendo il sole calare sulla prateria abbiamo deciso di trovare un posto dove accamparci per la notte. Dopo una cena accompagnata a del buon vino abbiamo ceduto alla stanchezza accumulata durante la giornata e ci siamo risvegliati circa 11 ore dopo grazie all’aiuto dei Park Ranger, che sono stati così gentili da venire a bussarci per ricordarci che stavamo campeggiando in un parco naturale. Apparentemente ciò comporta una multa di 387 dollari a persona. I simpatici poliziotti ci hanno presi da parte singolarmente per sentire la versione dei fatti di ognuno di noi. Dopodiché ci hanno fatto una paternale incentrata

Incuranti delle avverse condizioni meteo, noi ci facciamo la #selfie con i Dodici Apostoli

sul fatto che ci saremmo dovuti organizzare meglio per il pernottamento, che non ci sono scuse e che eravamo nel bel mezzo di un parco naturale. Tuttavia, essendo la nostra prima infrazione, ci hanno fatto un favorino: la multa è stata fatta ad una sola persona per tutto il gruppo, come avvertimento. Nel frattempo hanno preso i nostri dati e se ci beccano di nuovo a campeggiare fuori dai loro costosissimi campeggi ci faranno pentire di non aver pagato la piazzola! Alla prossima puntata, see ya mates!

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By | 2017-02-12T16:22:06+00:00 24/04/2014|Categories: Magazine, Mondo|Tags: , , , |0 Comments

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