#Australia101 – I diari della mia bicicletta

Dopo aver trascorso circa due ore su un treno cittadino, aver camminato approssimativamente cinque chilometri e fatto cinque passi da formica, sono finalmente riuscito ad ottenere la mia bicicletta, il tanto agognato mezzo di trasporto che, dopo una registrata generale, mi ha portato al di fuori del CBD (il cuore della città) alla scoperta dei quartieri limitrofi e delle relative attività commerciali. 

Un tipico pomeriggio in sella

Le mie spedizioni si sono divise principalmente in due tipologie: spedizioni di lavoro e spedizioni sportive. Ho passato la maggior parte della settimana in giro per bar e ristoranti, scegliendo ogni giorno una zona diversa da prendere di mira e applicando l’antica tecnica dei “curricula a tappeto”: arrivato all’imbocco della via principale del quartiere, incateno la bici nell’apposito spazio ed entro in ogni locale che non abbia la mia foto col cartello “io non posso entrare” sull’ingresso. In seguito individuo un cameriere o barista a caso e, con un sorriso a ottanta denti, pongo la domanda che ormai mi rimbomba nella testa anche mentre dormo: «Hi! Have you got any vacancies?»(Ciao! Avete posti vacanti?). La controbattuta è quasi sempre la stessa: «Hai un curriculum a portata di mano?», alla quale io rispondo estraendo prontamente l’arma in dotazione ad ogni cercatore di lavoro e consegno il mio CV nella speranza che mi chiedano se posso cominciare da domani. Dopo il Q&A di rito lascio il posto pieno di aspettative e speranze: «credo proprio di essere il candidato ideale” e “questo sì che sarebbe un posto figo dove lavorare» o «speriamo non mi chiamino, ‘sti st****i».

Un esempio di slackline nel parco.

L’altro tipo di spedizioni che la mia bicicletta ha reso realtà sono quelle sportive: essendo un appassionato di slackline, mi sono messo in contatto con un gruppo di slackliner della zona, riuscendo a partecipare ad un paio di sessioni in alcuni parchi della città. Molti dei partecipanti sono dei grandi appassionati di arrampicata e sport pericolosi di ogni sorta e si guadagnano da vivere svolgendo professioni legate alle vertigini e al vuoto sotto i piedi. Senza esitazioni mi sono informato sulle qualifiche che ci vogliono per calarsi giù dai grattacieli a pulire i vetri o arrampicarsi sugli alberi dei parchi cittadini a potare i rami, e ho deciso che forse rinvierò il corso di 1.035 euro a quando i tempi saranno più propizi. 

A dieci giorni dall’inizio della mia ricerca, e a seguito di un paio di rifiuti da parte di datori di lavoro molto esigenti, ho cominciato a lasciare spazio allo sconforto. Stamattina ho iniziato la giornata determinato a coprire un’altra Street con i miei curricula, ma quando sono sceso a prendere la mia due-ruote ho scoperto che il lucchetto era stato forzato e ogni tentativo di aprirlo è stato inutile. Senza perdermi d’animo ho fatto il giro dei negozi di biciclette e moto del quartiere, constatando che gli australiani non sono poi così gentili e disponibili come vogliono per forza ostentare. Nessuno sembrava disposto a prestarmi una tenaglia per aprire la catena della mia bicicletta. Non sapendo dove girarmi, sono finito nel minimarket dietro casa, dove un signore, di chiare origini asiatiche, si è prodigato per procurarmi una sega circolare con la quale sono riuscito a liberare la mia Poderosa. Per levarmi di dosso il nervoso ho deciso di andare al parco a fare un po’ di slackline con dei tedeschi ed è lì che ho finalmente ricevuto un’offerta di lavoro! 

Venerdì mi presenterò in un bar di St. Kilda (il quartiere sulla spiaggia) a prestare i miei servigi di cameriere per ben mezza giornata. Nella prossima puntata sapremo se il lavoro sulla spiaggia sarà andato in porto! See ya!

Commenti Facebook
By | 2013-12-18T12:07:53+00:00 18/12/2013|Categories: Mondo|Tags: , , , , |0 Comments

About the Author: