#Australia101 – Matteo, Welcome to Melbourne!

Ed eccoci alla seconda puntata della mia avventura australiana. Ci siamo lasciati la scorsa volta con le valigie quasi pronte per la partenza, il visto ottenuto, il biglietto fatto, ma ancora due giorni di viaggio davanti a me. La settimana che ha preceduto la partenza mi ero ripromesso giorno per giorno che avrei dormito regolarmente e sarei arrivato al grande giorno fresco e riposato. Malgrado i miei ottimistici programmi, le feste d’addio sono state più intense del previsto e non sono riuscito a dormire più di cinque ore a notte.

Milano mi concede una giornata di sole prima della partenza

Domenica ho finalmente raggiunto Milano, dove sono proseguiti i bagordi assieme ad altri amici sardi transfughi nel continente. Dopo pranzi infiniti e brindisi abbondanti ho raggiunto la Malpensa in compagnia della mia valigia di trenta chili e del mio zaino,che di chili ne pesava solo dieci. Lo stretto indispensabile insomma.

Abbandonato il freddo milanese, ho preso posto sull’aereo che mi avrebbe portato ad Abu Dhabi in appena 6 ore. In compagnia di un simpatico bambino indiano ho assistito ai riti pre-partenza della Etihad Airways: benvenuto ai passeggeri, spiegazione delle misure di sicurezza e immancabile preghierina in arabo con tanto di testo da seguire sullo schermo del sedile. Il mio giovane compagno di viaggio si è presto rivelato essere ipercinetico e ben poco incline alla comunicazione scritta e orale, motivo per cui sono stato costretto a bruschi risvegli e spiegazioni gesticolanti su come utilizzare i videogiochi offerti dallo schermo di bordo. I pasti serviti durante il viaggio spaziavano dal vegetariano all’agnello con patate, con la preponderante presenza delle spezie più piccanti del pianeta, tipica dei paesi mediorientali e delle torture legate all’area alimentare.

A parte il sonno che mi ha accompagnato prima, durante e dopo il viaggio, la sensazione durante il volo era quella di essere chiuso dentro una bolla tagliata fuori dallo spazio e dal tempo: complice l’isolamento delle comunicazioni, il mondo al di fuori dell’aereo sembrava lontano anni luce. L’impotenza del non poter intervenire o interagire con le persone e le cose appena lasciate a casa e l’impazienza irrefrenabile e costante di arrivare a destinazione si mischiavano in una forte alienazione che risultava nella ricerca di uno svago per portasse la mente altrove, lontano dalle preoccupazioni della propria vita e alla ricerca dei problemi altrui. L’unica cura funzionante era dunque la distrazione, il sollievo di concentrarsi su un film, un libro, una storia che non mi permettesse di pensare a quante ore mancavano all’atterraggio.

Il breve scalo ad Abu Dhabi è stato una piacevole pausa dal loop dell’incessante attesa. Il secondo volo prevedeva all’incirca 13 ore di viaggio, ma nessuno mi aveva avvertito delle due interminabili ore di attesa nell’aereo. Dopo aver ricevuto lo stesso (saggio) consiglio da diverse persone, ho deciso di buttarmi sull’alcool servito a bordo: determinato ad occupare il mio tempo svuotando bicchieri di sostanze spiritose, ho iniziato ordinando una birra australiana.

Non sono mai arrivato alla seconda birra. Dopo la prima lattina il sonno ha avuto il sopravvento, trasportandomi in una sorta di scomodo dormiveglia intervallato da pasti piccanti e leggere turbolenze.

Il lunghissimo questionario sull’importazione di armi e animali protetti viene compilato prima dell’atterraggio.

All’atterraggio ho finalmente sperimentato i temuti controlli doganali australiani: ho compilato un test a crocette in cui dichiaravo di trasportare medicinali generici e una serie di altri oggetti poco interessanti, e sono passato senza problemi al controllo passaporti. Wow!

Melbourne mi ha accolto con una fastidiosa pioggerella estiva, che non ha chiuso i rubinetti fino a mercoledì pomeriggio (in Australia sono 10 ore avanti nel fuso orario, ndr.). Dopo un’altra ora di viaggio in autobus, durante la quale la paura di morire di sonno diventava sempre più reale, ho finalmente raggiunto l’agognato ostello e i miei diligenti amici, che anche in assenza della mia guida esperta sono riusciti a trovare una casa in centro ad un prezzo ragionevole. Casa nella quale ci trasferiremo lunedì! 

Nella prossima puntata, in diretta dal nuovo appartamento, scopriremo se avrò trovato un lavoro per pagarmi l’alloggio o sarò costretto a trovarmi un ponticello sotto il quale maledirmi per essere venuto fin qua a fare il disoccupato. See ya!

 Tutte le foto sono scattate da Matteo Sanna.

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By | 2013-12-04T13:05:47+00:00 04/12/2013|Categories: Mondo|Tags: , , , |0 Comments

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