#Australia101 – Passeggiate notturne nei sobborghi di Melbourne

Ben ritrovati su Radioincorso.it. Se state leggendo questo articolo vuol dire che sono riuscito a scroccare un po’ di connessione per caricarlo sul sito. Infatti per questa settimana in cui sto vivendo in ostello ho deciso di non acquistare il pacchetto per la connessione wi-fi e limitarmi ai dati del cellulare. L’imminente partenza ha settato il mio cervello in modalità risparmio, tuttavia, dopo 24 settimane in Australia, e altrettanti articoli, riesco ancora a dimenticarmi cos’è quella cosa che dovrei fare il Mercoledì. Motivo per cui ora mi toccherà cercare una buonanima che mi lasci usare la sua connessione per un po’.

Questa settimana mi sono dedicato all’organizzazione del trasloco e del viaggio che farò appena lasciata Melbourne. Non è stato facile riorganizzare tutti i miei averi per il trasporto ed ho finito per riempire fino a scoppiare un’enorme valigia, uno zaino da 60 litri, un secondo zaino e una borsa dell’ikea. In aggiunta a tutto questo, per il trasporto si è aggiunta la mia chitarra. Le persone in ostello continuano a indicare le mie valigie chiedendomi in modo quasi divertito “Is this all yours?” (“è tutta roba tua questa?”). Rassegnato, annuisco.

Tra le attività aggiuntive di questa settimana segnalo la visita alle rispettive nuove case di Anna e Ferdinando. Quest’ultimo si è trasferito in una bella casa vicino allo Schnitz dove lavoro, motivo per cui, Martedì dopo lavoro, sono andato dritto da lui per una serata passata a sfidare le nostre capacità di strategia tra i pezzi di una scacchiera. La visita alla nuova casa di Anna non è stata altrettanto facile, in quanto la sua nuova residenza si trova a circa mezz’ora di treno dal centro della città. Arrivati per un pelo a prendere il treno, io e Ferdinando abbiamo incontrato Anna alla stazione e, insieme, siamo andati a incontrare i suoi nuovi coinquilini nella loro confortevole casetta con giardino. Per i prossimi tempi Anna abiterà con un australiano sulla quarantina e la sua fidanzata giapponese incinta di due gemelli. Uno di essi verrà probabilmente chiamato Ischia, come la mediterranea isola alla quale il padre è sentimentalmente e sanguineamente legato. Spero che Anna decida di aprire un blog dedicato a questa fantastica coppia, perché sarebbe l’unico modo per provare ad esaurire tutto ciò che c’è da raccontare su quanto priva di noia sarà la convivenza.

A seguito di una cenetta coi fiocchi, io e Ferdinando ci siamo avviati alla stazione, per scoprire, con non poca delusione, che il nostro treno – l’ultimo fino alla mattina dopo – era stato cancellato senza motivo. A quel punto abbiamo valutato l’idea di chiamare un taxi, ma la modalità risparmio ha prevalso. La possibilità di fare autostop non era molto allettante, soprattutto per la scarsità di materia prima (macchine che passassero sulla via) e la

Il percorso di 14 chilometri

zona non troppo rassicurante. Quando tutto sembrava perduto Ferdinando si è girato verso di me per proporre, senza speranze, di tornare a piedi. E così è iniziato il nostro pellegrinaggio di quasi 4 ore verso la città. Aggirarsi per stradine di periferia al buio non è proprio il massimo, ma posso affermare con certezza che abbiamo visto molte cose interessanti: primo tra tutti un pipistrello gigante che, levandosi in volo, non ha voluto privarci dello spettacolo dei suoi

Io e Fe ci rilassiamo sulla strada di casa

escrementi che si abbattevano inesorabilmente sull’asfalto. Abbiamo avuto anche la possibilità di fare una pausa per riposare le gambe grazie a certo numero di sedie ordinatamente riposte sul lato della strada. Quando, alle 3.45, ho finalmente messo piede in ostello, non ho avuto il coraggio di mettere la sveglia per il Free Pancake Thursday, due ore – tra le 8 e le 10 – in cui l’ostello offre pancake gratis per colazione. In compenso ho dormito come un bambino le mie 8 ore di meritatissimo riposo.

Alla prossima puntata, see ya mates!

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By | 2017-02-12T16:21:45+00:00 15/05/2014|Categories: Magazine, Mondo|Tags: , , |0 Comments

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