#Australia101 – Quando ti fai male nella terra dei canguri

Ed eccoci ad un nuovo appuntamento con #Australia101! Con un week-end di campeggio e improduttività alle spalle, questa settimana ho avvertito un forte senso di colpa nei confronti del mio povero portafogli. Motivo per cui ho cercato di immergermi fino ai gomiti nel lavoro e accettare qualunque turno che non implicasse l’uso dell’ubiquità (potere che cerco di non impiegare troppo spesso). Così ho confermato la mia presenza al bar per i soliti due turni del venerdì e del sabato notte e, in aggiunta, il turno di domenica dalle 19. Avevo, però, momentaneamente dimenticato che di solito, la domenica alla stessa ora, lavoro in un ristorante situato a diversi chilometri dal bar. Per ovviare al piccolo errore di calcolo ho confessato la svista al proprietario del ristorante, che mi ha prontamente offerto il turno tra le 12 e le 17: ho accettato.

Devo ammettere che ero spaventato all’idea di dormire tre ore scarse dopo una pesante notte di lavoro e dovermi svegliare per lavorare altre quattordici ore prima di poter riabbracciare il mio amato cuscino, così ho cercato di sopperire alla privazione di sonno con la sovrabbondanza di nutrimento, strafogandomi in qualunque momento di ogni cosa che mi capitasse sotto mano. Arrivato alla fine del turno al ristorante ero già cotto a puntino e alzarmi dal divano per saltare in sella e pedalare fino al bar mi è costato uno sforzo fisico e psicologico senza pari. Soprendentemente la serata/nottata/mattinata è andata alla grande e il mio corpo è arrivato intatto a fine turno, ma non riesco a capire se sia merito della Red Bull, degli shot di alcolici assortiti o della magica combo dei due.

Non è andata altrettanto bene al compare Ferdinando, che, venerdì mentre lavorava, ha avuto un incontro ravvicinato con un

Le conseguenze dell’incessante ricerca di risposte sul fondo di un bicchiere

bicchiere e, nel farlo esplodere in mille pezzi, si è procurato una ferita da quattro punti di sutura e ha dovuto lavorare con un dito impacchettato e steccato in candide garze. Credo che la situazione di Ferdinando ci abbia portati a prendere una decisione molto saggia: ottenere la Medicare.

Di base, Medicare è il sistema sanitario australiano e si occupa di fornire assistenza sanitaria a tutti coloro che sono cittadini australiani o immigrati in possesso di un visto permanente (tranne gli abitanti di Norfolk Island, loro sono brutti e cattivi indipendenti). La Medicare copre inoltre i costi di assistenza sanitaria per i cittadini dei paesi che fanno parte del Reciprocal Health Care Agreement (RHCA): Nuova Zelanda, Regno Unito, Irlanda, Svezia, Olanda, Finlandia, Italia, Belgio, Malta, Slovenia e Norvegia hanno con l’Australia un accordo di reciproca assistenza sanitaria di base per i propri cittadini in visita nella terra dei canguri. Questo vuol dire che, se vieni dilaniato da un coccodrillo d’acqua salata e miracolosamente rimane qualcosa da curare, probabilmente dovrai pagarlo di tasca tua, ma se hai un forte mal di testa o un profondo taglio sul dito, la Medicare pagherà la tua visita dal dottore e anche le garze!

Il logo della Medicare (affisso fuori da tutti gli uffici)

Il lato positivo della Medicare è che fondamentalmente non ha lati negativi: quando ho pensato “domattina dovrò svegliarmi e andare a fare ore di fila per ottenere una tessera sanitaria che spero non mi serva mai, e probabilmente mi costerà anche parte della mia misera paga” non mi sono mai sbagliato tanto in vita mia. Dopo aver stampato un modulo che attesta che io sono l’intestatario del mio visto mi è bastato recarmi all’ufficio Medicare più vicino a casa con in tasca passaporto e tessera sanitaria europea. Una volta compilato un secondo modulo con i miei dati il gioco è fatto: fra un paio di settimane mi verrà recapitata direttamente a casa la mia tessera sanitaria australiana e non dovrò più temere alcun malanno o ferita! E il tutto al fantastico prezzo di 0,00 dollari australiani (che in euro sarebbero circa 0,00€). Ci sono voluti un paio di mesi per completare un’operazione che una persona normale avrebbe portato a termine nella prima settimana di soggiorno a sud del mondo, ma ovviamente l’ordinario è al di fuori della mia comprensione, dunque ben lontano dall’essere citato qui. Alla prossima puntata fuori dal comune di #Australia101, see ya mates!

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By | 2014-02-13T13:20:03+00:00 13/02/2014|Categories: Mondo|Tags: , , , |0 Comments

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