#Australia101 – Quando ti si rompe il cellulare nella terra dei canguri

Bentornati su Radioincorso.it per una nuova puntata di #Australia101! Questa settimana abbiamo avuto una proroga sulla data fissata per lasciare l’appartamento. Con le valigie quasi pronte eravamo già preparati per il trasferimento, tuttavia staremo volentieri altri 5 giorni a goderci la desolazione e la vuotezza date dall’assenza dei mobili che avevamo avuto in prestito per questi mesi. Circondati (per non dire sommersi) dai nostri beni materiali, andiamo avanti con le nostre vite cercando di ignorare gli ostacoli fatti di vestiti e valigie che abbiamo sparso in giro per la casa. Ovviamente io e Anna abbiamo preso la palla al balzo e cambiato le date per il check-in nell’ostello. Questa proroga ci permette di risparmiare qualche soldino sull’affitto, soprattutto alla luce dei recenti accadimenti della settimana.

Molti di voi non sanno che la scorsa settimana, precisamente Venerdì, era in compleanno di Anna. Ebbene, in occasione di questo lieto evento a cadenza annuale abbiamo deciso di festeggiare dal Giovedì sera, protraendo un aperitivo sino alla mezzanotte, per poi brindare ai suoi ** anni. (Vi basti sapere che sono due cifre).

Io e Anna durante i festeggiamenti

Superata abbondantemente la mezzanotte, i festeggiamenti si sono protratti ancora per un po’, ma quando il telefono di Anna si è scaricato ha dovuto ricorrere al mio per mettersi in contatto con degli invitati ai festeggiamenti. Per farlo è entrata nel suo account Facebook e, a causa di una momentanea smemoratezza, mi ha riconsegnato l’apparecchio senza fare il log-out. Cogliendo l’occasione al volo, mi sono divertito per un po’ a far finta di essere lei, finché la festeggiata non si è accorta dell’errore che aveva commesso. Questo è il momento della colluttazione. Momento in cui il mio telefono è andato a schiantarsi a gran velocità sul pavimento, per poi smettere di funzionare per sempre.

A causa di questi infausti avvenimenti ho potuto godere di un po’ di giorni di pausa dalla reperibilità non-stop e, nel frattempo, mi sono dedicato alla ricerca di un nuovo handset (un modo molto tecnico per definire un cellulare da queste parti). Nelle mie peregrinazioni di negozio in negozio ho fatto una spiacevole scoperta riguardo ai telefoni in vendita in Australia. Le compagnie telefoniche su quest’isola hanno la cattiva abitudine di bloccare i telefoni in modo che l’utente possa usare solo le schede SIM della loro compagnia. Questo di per sé non è un gran problema, soprattutto per la maggior parte della popolazione australiana, che non sente il bisogno di dover cambiare gestore ogni due mesi. Tuttavia è un grosso problema per chi, come me, nel giro di due mesi sarà in un altro continente e dovrà cambiare gestore, volente o nolente. Così ho indagato un po’ più a fondo nella questione, scoprendo che le compagnie offrono lo sblocco dei propri telefoni dietro lauto pagamento. Molte

Il nuovo telefono e la cassa abbinata.

persone però sbloccano il proprio telefono “artigianalmente” subito dopo averlo comprato e in molti casi basta avere le giuste conoscenze tecnologiche per riuscire a farlo gratuitamente. Attirato dall’idea di poter comprare un telefono con l’offerta di qualche gestore, ho scelto l’occasione e comprato l’apparecchio. (Tra l’altro ho ottenuto nel pacchetto anche una praticissima cassa per ascoltare la musica anche al parco – abbinata al cellulare!). Dopo aver preparato il telefono allo sblocco con l’aiuto del mio amico Davide (se non sai chi è Davide, clicca qui.), abbiamo però scoperto che il telefono rischiava di rimetterci le penne se qualcosa fosse andato storto durante il processo. Coscenti del prezzo pari a 100$ per lo sblocco autorizzato, abbiamo chiamato il centro assistenza fingendo di non sapere niente sul blocco e di dover tornare in Europa al più presto, ottenendo uno sblocco su due piedi da parte della simpatica assistente telefonica Kat, la cui voce mi ha guidato attraverso il processo di sblocco. Il tutto al modico prezzo di 27.50 dollari!

Non aver pagato il prezzo pieno per lo sblocco mi dà un flebile senso di libertà di scelta e mi fa sentire leggermente meno oppresso dalle compagnie telefoniche, tuttavia trovo che un’azienda che ha bisogno di bloccare i cellulari per assicurarsi la fedeltà dei clienti non abbia molto da pubblicizzare in fin dei conti. Alla prossima puntata, see ya mates!

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By | 2017-02-12T16:21:54+00:00 07/05/2014|Categories: Magazine, Mondo|Tags: , , |0 Comments

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