#Australia101 – Tra temperature tropicali e tifoserie distratte

Cari amici italiani ben ritrovati ad una nuova puntata di #Australia101! L’ultima volta abbiamo scoperto che Ferdinando sarebbe diventato presto un mio collega nel bar a St.Kilda. Ebbene, se vi state chiedendo che fine hanno fatto i soldi che avete puntato contro la riuscita di questa collaborazione, mettetevi l’anima in pace, perché le due serate di lavoro sono andate alla grande.

La prima sera di Ferdinando è stata una delle serate più impegnative delle ultime settimane per il bar, ma tra vetri rotti e piste da ballo strapiene di gente siamo riusciti a cavarcela egregiamente. Mentre sorseggiavamo la nostra birra delle sette di mattina, dopo un sabato di duro lavoro, il mio capo, Misty, mi ha invitato ad andare ad una partita di cricket “l’indomani mattina”. Ovviamente non mi sono permesso di rifiutare e, dopo quasi sei ore di sonno rigenerante, ero di nuovo fuori dal letto (ahimè) con una birra in mano (come vuole la tradizione australiana).

Io, Misty e la coppa di cricket che ci rilassiamo all’ombra prima della partita

Sebbene il cricket non sia uno sport molto entusiasmante, lo stadio era piuttosto pieno, per cui mi sono chiesto cosa spingesse tutte quelle persone a comprare i biglietti per la partita di una versione lenta e noiosa del baseball. La soluzione è semplice: essendo che una partita di cricket dura una giornata intera, il 90% degli spettatori va allo stadio per ubriacarsi lentamente mentre si gode il sole e si abbronza. E occasionalmente partecipa ad una hola per la squadra che sta vincendo (si, c’è comunque qualcuno che segue il gioco attentamente e istiga il pubblico a festeggiare nei momenti giusti). Dato che Misty è una grande appassionata di cricket, non abbiamo esitato un attimo a mescolarci tra i locals con il nostro rum&cola e il nostro spirito da tifosi. Otto ore e diversi bicchieri dopo, l’Australia era riuscita a porre fine alla lenta agonia dell’Inghilterra. Con un paio di birre in più sarei probabilmente riuscito anche a capire come funzionano i punteggi, ma con grande spirito di rinuncia proprio mi sono accontentato di sapere chi ha vinto.

Il lunedì è volato tra una via e l’altra in palestra di arrampicata e martedì è arrivato in un lampo, portando con se una temperatura media di 40° all’ombra. A completare il quadretto tropicale un forte vento caldo, che non faceva altro che alzare la temperatura di un paio di gradi. In queste estreme condizioni atmosferiche la ruota della mia bici è esplosa senza nemmeno usarla, ma solo dopo averla riparata ho avuto l’idea geniale: andare a lavoro in bici alle cinque di pomeriggio. Non ero molto convinto di questa idea nemmeno all’inizio, ma dopo i quaranta minuti di pedalata in salita ero piuttosto sicuro di aver fatto un paio di errori di calcolo.

Arrivato al ristorante in un bagno di sudore, ero sicuro che avrei trovato un ambiente fresco grazie all’aria condizionata. Condizionatori fuori uso. Rassegnato, ho fatto le mie quattro ore di lavoro e mi sono goduto la mia pizza cotta a legna, pregustando la sessione di arrampicata del mecoledì. Tuttavia, per non cadere nella routine, Tiffany ha deciso di cambiare sport e propormi due biglietti gratuiti per gli Australian Open di tennis. Neanche stavolta mi sono concesso il lusso di pensarci due volte.

Nonostante le mia basse aspettative, il tennis è stato di gran lunga più appassionante del cricket (in realtà continuerò a cercare uno sport più noioso del cricket, ma credo di avere poche speranze). Flavia Pennetta, una atleta italiana in campo oggi, non ha regalato niente alla sua avversaria portoricana, conferendo a me e al resto degli italiani sugli spalti una piacevole sensazione di tronfiezza all’uscita dello stadio.

L’incontro tra la Pennetta e la Puig

Nonostante la morsa del caldo che non mollava la presa, l’atmosfera all’interno dello stadio è grandiosa: silenzio religioso durante il gioco e urla di incitamento nelle svariate pause. Per quanto ho visto e sentito finora, posso dire che lo sport in Australia non sfocia quasi mai in episodi di violenza tra i tifosi (a parte dopo le partite di rugby tra Australia e Nuova Zelanda naturalmente). Se il caldo non ci ucciderà tutti prima di mercoledì prossimo, alla prossima con #Australia101! See ya mates!

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By | 2017-05-21T12:11:48+00:00 15/01/2014|Categories: Mondo, Sport|Tags: , , , |0 Comments

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