#Australia101 – Un week end di passeggiate sul vuoto

Bentornati ad una nuova puntata di #Australia101! Questa settimana è volata tra le Blue Mountains, una catena montuosa appena fuori dalla città di Sidney. È infatti tra queste montagne che ha avuto luogo il primo festival non ufficiale di highline dell’Australia! Dieci ore di macchina ci hanno portato direttamente tra le montagne blu, dove, alle tre

Sulla strada per le Blue Mountains

di notte, abbiamo montato le tende e ci siamo fiondati nei sacchi a pelo, distrutti dall’interminabile guidare. Il giorno dopo abbiamo raggiunto il resto delle persone arrivate dall’Australia (principalmente dalla zona di Sidney) e dal mondo, con le quali abbiamo montato tre highline di diverse lunghezze. Le tre slackline trovavano i propri punti di ancoraggio su quattro spuntoni situati sull’orlo di una parete a strapiombo su una enorme vallata. Circa sessanta metri sotto i nostri piedi si estendeva una sconfinata foresta molto simile ai paesaggi visti in Jurassic Park, unica differenza (non da poco) i canguri al posto dei dinosauri.

L’intera zona è stata nel mirino della pioggia incessante e di una fitta nebbia per gran parte del soggiorno, ma grazie alla preparazione dei ragazzi della zona abbiamo potuto godere di un enorme fuoco intorno al quale riunirci nelle pause tra una passeggiata nel vuoto e l’altra. Il primo giorno sono stato introdotto alle tecniche specifiche su come passeggiare in tutta sicurezza con il leash in mezzo ai piedi (una corda legata al mio imbrago che mi assicura alla slackline). Dopo aver camminato con sicurezza sulla linea più corta (10 metri) mi sentivo pronto per il salto di qualità e il secondo giorno mi sono buttato sulla linea

La linea di 24 metri immersa nella nebbia

intermedia (24 metri), sulla quale ho provato veramente la sensazione del vuoto sotto i piedi: nonostante la preparazione e l’esperienza pratica su linee molto più lunghe di quelle, la difficoltà a fare più di due passi di fila è stata immensa a causa dell’enorme spazio che separava me e il suolo. La highline propone una sfida principalmente mentale: nonostante la maestria nel dominare una longline a pochi metri da terra, se non si trova la giusta concentrazione e tranquillità, sarà impossibile camminare su una highline. Solo dopo aver collezionato un numero imprecisato di voli e altalene nel vuoto appeso al mio beneamato leash sono riuscito finalmente a completare la passeggiata di 24 metri e tornare con i piedi per terra.

La pioggia incessante del terzo giorno ci ha persuaso a rimanere al riparo e la colazione è stata protratta fino a ora di cena, con frequenti pause scandite dal blues di una chitarra e un paio di armoniche. Le intemperie non hanno fatto altro che aumentare la voglia di uscire dai nostri ripari e passeggiare oltre l’orlo del precipizio, così il quarto giorno non c’è stato verso di tenerci seduti a mangiare e bere a ritmo di blues. Contro ogni aspettativa, appena abbandonato il campeggio è spuntato il sole e per un po’ di ore abbiamo potuto godere del calore della luce solare sui nostri visi raggrinziti dall’umidità. Quando il sole ha fatto capolino attraverso la fitta coltre di nuvole l’atmosfera del raduno si è riscaldata, regalandoci momenti di giubilo e tripudio ad alta quota. Sull’onda di queste vibrazioni positive ho deciso di montare sulla highline da 30 metri e dopo una sola caduta ho completato il

La realizzazione del “full man” sulla highline da 30 metri

cosiddetto “full man”, cioè arrivare alla fine della linea e tornare indietro, tutto in una volta, senza cadere. A fine giornata eravamo tutti molto soddisfatti dei nostri risultati, ma appena stappate le birre ci siamo ricordati che parte del gruppo proveniente da Melbourne aveva deciso di passare la giornata in modo alternativo, praticando il Canyoning (discendere un canyon seguendo il corso d’acqua ovunque esso vada, che siano grotte, fiumi sotterranei o cascate). Alle 8 di sera non erano ancora tornati, né avevano dato alcun segno di vita, così ci siamo seduti a tavolino e abbiamo proiettato ogni possibile scenario analizzando nel dettaglio la situazione in caso di emergenza. Dieci minuti prima dell’orario stabilito per prendere provvedimenti abbiamo ricevuto una telefonata molto disturbata, dalla quale abbiamo estratto solo il suono di una risata, ma che ci ha finalmente tranquillizzati. Ormai vicini alla mezzanotte, il resto del gruppo è tornato al campeggio e la serata si è conclusa al meglio tra i racconti dell’avventura giù per le cascate sotterranee e quelli sulle passeggiate nel vuoto.

Naturalmente non vedo l’ora di partecipare al prossimo raduno! See ya mates!

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By | 2017-02-12T16:23:03+00:00 05/03/2014|Categories: Magazine, Mondo|Tags: , |0 Comments

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