#Australia101 – Un week end immersi nella natura

Ben ritrovati all’appuntamento settimanale con #Australia101! In questa puntata vi racconterò della mia spedizione nell’estremo sud del continente in compagnia di un gruppo di slackliner.

Da un po’ di settimane si cercava di programmare un fine settimana in campeggio tra le montagne a nord di Melbourne, al fine di piazzare una highline tra due picchi. Le previsioni tuttavia non promettevano nulla di buono e, all’ultimo momento, abbiamo deciso di evitare i 45 gradi e gli incendi previsti per il weekend. Dal momento che tutti avevamo preparato gli zaini, l’attrezzatura da campeggio e ci eravamo divisi tra le macchine disponibili per raggiungere la meta, non valeva la pena annullare completamente il viaggio. Motivo per cui abbiamo semplicemente cambiato meta e obbiettivo.

Così, venerdì pomeriggio, ci siamo incontrati tutti e 13 per partire con tre macchine alla volta di Wilson’s Promontory: un parco nazionale situato nella penisola a sud di Merlboune (e punta estrema dell’Australia stessa) a circa 3 ore di macchina dalla città. L’obbiettivo del viaggio era diventato campeggiare e divertirci tra spiagge e hiking nella natura.

A causa di ritardi vari, le macchine si sono separate e io e i miei tre compagni di viaggio ci siamo ritrovati soli e al buio alla ricerca del campeggio dove avremmo incontrato gli altri. Dopo aver finalmente trovato la strada siamo giunti al campeggio in piena notte e, montate le tende, abbiamo avuto il tempo di fare un po’ di slackline al buio prima di ritiraci nei rispettivi sacchi a pelo. La sensazione più singolare durante la notte è stata sicuramente data dai versi degli animali intorno alla tenda: alcuni di questi non li avevo mai sentiti in vita mia e venire svegliato in piena notte dalle grida di coloratissimi volatili che girano in cerca di cibo è stato a tratti anche abbastanza inquietante (alcuni sembravano versi di scimmie infuriate, ma è bastato un attimo per razionalizzare!).

Allo spuntare del sole sono uscito dalla tenda e sono stato immediatamente coinvolto in una spedizione-lampo a

La spiaggia del campeggio nel sole pomeridiano

fare il bagno prima che il sole riscaldasse l’aria. Quando siamo venuti fuori dalla fitta vegetazione del campeggio ho finalmente realizzato che mi trovavo in un luogo da sindrome di Stendhal: una candida spiaggia con un bagnasciuga più lungo che largo, racchiusa tra due promontori ricoperti di rigogliosa vegetazione che scendono dolcemente a tuffarsi in un oceano dalle sfumature blu cristalline. I sintomi della sindrome sono però arrivati con l’ingresso in acqua: la temperatura oceanica ha anestetizzato i miei arti quasi immediatamente, e dopo 10 minuti tra le onde non c’era parte del mio corpo che non tremasse senza sosta. Era il momento di una buona colazione.

Dopo esserci rifocillati a dovere ci siamo divisi in gruppetti e ognuno di essi è partito per un sentiero diverso. La

Squeaky Beach in lontananza

mia spedizione constava di due australiani, due tedeschi e una francese, con i quali abbiamo raggiunto in poco tempo una spiaggia chiamata Squeaky beach (spiaggia cigolante). Il nome della spiaggia deriva dallo squittio che produce la sabbia quando viene calpestata e infatti abbiamo passato diversi minuti a saltellare sulla sabbia come degli idioti, prima di buttarci tra le gigantesche onde oceaniche che si infrangevano sulle rocce limitrofe.

Tornati al campo base dopo diverse ore abbiamo cominciato ad organizzare la cena e sfoderato gli strumenti musicali: la jam-session è andata avanti fino a notte fonda, ma cullati dal suono di chitarra, mandolino e ukulele, piano piano ci siamo ritirati tutti in tenda.

Il giorno seguente siamo rimasti tutti insieme e abbiamo fatto rotta per una parte di Squeaky Beach che ancora non avevamo visto. Il Tidal River è un fiume che attraversa il parco naturale e sfiocia nell’oceano proprio sulla spiaggia cigolante. In questo punto della costa inizia un promontorio costellato di scogli a picco sul mare e piccole calette quasi prive di sabbia. Dopo una nuotata fra le onde, io e un altro ragazzo della compagnia abbiamo deciso di inoltrarci tra gli scogli alla ricerca di un buon punto dove tuffarci… scalzi. Così abbiamo

Il gruppo in marcia verso la spiaggia

cominciato ad arrampicarci su e giù per enormi blocchi di roccia rovente e alla fine abbiamo trovato uno scoglio alto circa dieci metri sul quale abbiamo pazientemente aspettato il momento giusto tra un’onda e l’altra per buttarci. Finalmente ricongiunti con l’oceano e messo fine all’agonia delle rocce appuntite e scottanti sotto i piedi, abbiamo nuotato fino alla spiaggia e passato il resto del tempo a fare pick-nick accompagnati dal dolce suono di un ukulele che duettava con le onde dell’oceano.

Vi lascio con il time-lapse del tramonto sulla spiaggia del campeggio (non dimenticate di guardarlo in HD!), see ya mates!

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By | 2014-02-05T15:04:11+00:00 05/02/2014|Categories: Mondo|Tags: , , |0 Comments

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