BaRock al Teatro Miela

Wunderkammer ospita l’8 aprile al Miela l’ormai fisso appuntamento con la migliore musica emergente del Nordest, BaRock. Due gli interpreti di primo piano: la talentuosa cantautrice triestina Chiara Vidonis e l’esplosivo trio veneto The Panicles. Il festival nel festival, ideato è prodotto interamente da ProjecTs e andrà in scena a partire dalle 20 a ingresso libero: cinque performance all’insegna della combinazione tra la ricerca sonora e l’energia del live show in un flusso eterogeneo che spazierà tra generi e influenze, classicità e avanguardia.

Tutto il resto non so dove è il rock d’autore raffinato e penetrante di Chiara Vidonis, un successo di critica e pubblico che ha portato recentemente l’artista in tour in tutta l’Italia. Undici brani originali compongono un album d’esordio vario e denso, di musica e testi mai scontati, dagli arrangiamenti brillanti, dalla metrica affilata e stimolante. Tra i migliori dischi italiani dell’anno Tutto il resto non so dove spazia dal rock al pop, sconfinando nel punk e nel grunge, con lo stile e la classe di un’artista che sembra destinata a rimanere a lungo sulle scene.

THe-Panicles

I The Panicles, che la precederanno sul palco, presenteranno Simplicity: The Universe (Extended), primo lavoro in studio di una band che ha già portato il proprio rock’n’roll passionale in Danimarca, Slovenia e Inghilterra suonando come supporter per Deep Purple, Verdena, Ministri, Motel Connection e molti altri; il disco mescola i colori del rock vintage a distorsioni più moderne, alla ricerca di essenzialità. I The Panicles sono un gruppo del vicino Veneto il cui front-man è il cantante pordenonese – di Bagnarola – Michele Stafanuto.

Lo stesso filo conduttore percorre il debutto discografico di Matteo Brenci, intitolato anch’esso Simplicity e composto di dieci brani acustici originali. TACDMY, spin off del gruppo The Academy (esibitosi a BaRock nell’edizione passata) e tra gli artisti del collettivo Trieste Techno Cluster, daranno un sapore più electro alla serata, la cui apertura è affidata alla band On The Road, perennemente immersa in un affascinante viaggio beat lungo le strade d’Europa e reduce anch’essa dalla prima esperienza in studio, con We’ll be back sometimes.

 

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By | 2016-04-05T11:29:54+00:00 05/04/2016|Categories: Magazine|Tags: , , , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.