Basket, il ritorno a casa condanna Trieste

Dopo la sconfitta, seppur onorevole, contro la De’ Longhi Treviso, è tempo per la Pallacanestro Trieste 2004 di fare ritorno tra le mura amiche, per incrociare le spade contro la Centrale del Latte Brescia. Sfida sulla carta difficile da affrontare per i giuliani, data la caratura dell’avversario, che li aveva piegati ai play-off l’anno scorso, prima di essere sconfitto da Torino e, oggi, ancor più determinato a riconquistare la post season dopo l’esaltante cavalcata dello scorso anno.

Davanti alle telecamere di Sky Sport, la palla a due alzata alle 14.15 è preda di Trieste, che è anche la prima squadra ad andare a segno, con un rocambolesco canestro di Stefano Bossi. L’inizio dei bresciani è tutto targato Holllis, che mostra le sue doti sia in avvicinamento che in palleggio-arresto-tiro, ma i padroni di casa sembrano spiritati: prova ne è Andrea Pecile, che dopo una bomba su scarico, manda a segno un’altra tripla in transizione, subendo pure il fallo. Brescia prova allora la zona 3-2 per mandare fuori giri i padroni di casa e riesce nel suo intento: le percentuali calano e i lombardi raggiungono e superano i ragazzi di Dalmasson. Alla prima sirena il punteggio è di 18 a 20.

In apertura di secondo quarto Trieste si fa mancare l’aggressività difensiva che tanto bene la contraddistingue, con Brescia che trova un paio di canestri facili in contropiede di troppo. La partita è comunque equilibrata: Landi gioca d’astuzia e si guadagna due falli consecutivi di Totè, lucrando qualche libero, prima di mettere una bomba sensazionale in faccia a Hollis; dall’altra parte il solito Fernandez fa vedere i sorci verdi ai biancorossi. Le due squadre rispondono colpo su colpo: a 6 punti targati Pecile e Prandin, risponde il solito, sensazionale Fernandez dall’altra parte, ma la sensazione è che Trieste ci crea e sia in partita.

L’equilibrio continua nel terzo quarto, con entrambe le compagini a trovare con difficoltà la via del canestro. Trieste, in particolare, sembra vittima della sua solita “sindrome da ritorno dagli spogliatoi”, con azioni difensive sommarie e imperdonabili disattenzioni in attacco, ma i lombardi non ne approfittano a pieno. I giuliani, però, non riescono a reagire, continuando a non trovare le geometrie giuste per mettere a segno canestri facili. Con l’ultimo tentativo di Bossi che si infrange sul primo ferro, il parziale del terzo quarto è deficitario per i triestini: 20 punti concessi e solo 10 realizzati.

Nel quarto quarto è uno stratosferico Bossi a riportare in partita i suoi, ma i bresciani non mollano, in particolar modo grazie a Cittadini. Il finale è al cardiopalma assoluto: a 34 secondi dalla fine Pecile mette i due liberi che significano parità; nell’azione successiva Holmes non trova il canestro con la sua penetrazione, e ad approfittarne è Zahariev, che va coast to coastper l’appoggio mancino, siglando +2 Trieste a 10 secondi dalla fine. Rimessa per Brescia e palla a Fernandez, che trova la tripla insensata lasciando solo 3 secondi sul cronometro. Gli ultimi tentativi di Zahariev, stoppato da Holmes, e Bossi non vanno a buon fine: 80 a 81 per i lombardi il risultato finale, con una sconfitta che lascia davvero l’amaro in bocca.

PALLACANESTRO TRIESTE 2004 – CENTRALE LATTEBRESCIA 80-81 (18-20, 42-38, 52-58)

TRIESTE: Parks J. 10, Bossi S. 20, Coronica A. 3, Gobbato E. n.e., Ferraro M. n.e., Pecile A. 17, Baldasso L. 4, Landi A. 6, Prandin R. 2, Pipitone V. 3, Canavesi M. 4, Zahariev H. 11,
All. Dalmasson E.

BRESCIA: Passera M. 1, Fernandez J. 19, Cittadini A. 12, Bolis A. n.e., Speronello D., Holmes R. 15, Assoni A. n.e., Totè L. 4, Bushati F. 10, Hollis D. 20,
All. Diana A.

Arbitri: Boninsegna M., Yang Yao D., Capotorto G.

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By | 2015-11-30T11:53:04+00:00 30/11/2015|Categories: Magazine, Sport|Tags: , , , |Commenti disabilitati su Basket, il ritorno a casa condanna Trieste

About the Author:

Joel Cociani
Nato a Trieste nell'88, sono italiano e francese. Studio per diventare un interprete, ma il mondo del giornalismo mi ha sempre affascinato, se non altro perché è una scusa per poter fare il rompiscatole senza dovermi giustificare.