BenCazzadaDiscoParty 2: istruzioni per l’uso

I BenCazzadDiscoParty 2 nascono nel 2007 per raccontare con un pizzico di psichedelia le piccole cose che gli accadono nella vita di ogni giorno. Un rock bencazzado, così lo definiscono Marco “Branch Bacardi” Codarin alla voce, Daniele “Johnny dePesce” Paravano alla chitarra, Daniele “Il MarzoDivo” Marzona al basso e Nicola  “Nick Flamingo” Zucca alla batteria. Venerdì 3 aprile i Bencazzada saranno l’opening band della terza edizione di BaROCK festival musicale che raccoglie le migliori e più seguite band del variegato mondo della musica regionale organizzato dall’Associazione ProjecTS in collaborazione con Radioincorso.it. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Partiamo dal nome. Perchè BenCazzadaDiscoParty 2?
Perchè bisogna sapere come scrivere le cose. Una risposta che può non avere senso, lo sappiamo. Ma è un nome che non ha senso, o meglio che stona. Ma ricalca  il nostro essere, lo spirito  con cui vogliamo fare musica:  liberi di essere noi stessi, totalmente slegati da schemi musicali. BenCazzadaDiscoParty 2 è quasi un geroglifico che devi andare a decifrare.

Come nascono allora i vostri pezzi?
Le nostre canzoni rappresentano le pagine di un libro che racconta  le nostre storie  quotidiane; è un modo per raccontarci alla gente, raccontare cosa ci accade ogni giorno. Nascono dalle piccole cose ci capitano che, una volta messe in musica necessitano di una chiave di lettura da ricercare, anche se probabilmente alcuni dettagli, alcune sfumature possiamo coglierle solo noi che le abbiamo vissute. Per esempio Radio  è una canzone che parla di Marie Curie, ma in realtà nasce il giorno in cui l’amplificatore di Dani (Daniele Marzona) ha fatto d’antenna ed ha iniziato a trasmettere un programma radiofonico; Goccia Sulla Panca invece è nata fuori dalla vecchia sala prove: c’era una panca di ferro ed una goccia d’acqua vi cadeva sopra  con un ritmo sorprendente che ci ha presi subito. Così abbiamo cercato di riprendere quel ritmo e costruirci un pezzo che parla di un pedofilo, allontanato da tutti, che ritrova in quella goccia sulla panca l’unica amica rimasta, l’unica ancora disposta a tenergli compagnia.

C’è una canzone che può identificarvi più delle altre?

È difficile trovare una canzone che identifichi il gruppo, perchè ognuno di noi è diverso. Siamo in quattro, ognuno con i suoi gusti, le sue influenze musicali e le sue esperienze. Si può dire che siamo nati proprio dal compromesso e contributo musicale di tutti e quattro.

Chi si occupa di scrivere i pezzi?
Per quanto riguarda i testi il riferimento è Marco ma a seconde del pezzo, ci può essere il contributo di ognuno in misura differente. Per scrivere Gufi coi Bulloni al posto degli Occhi ci siano andati a studiare tutte le fiabe di Esopo, mentre Candyman è stato scritto completamente a otto mani. 

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E la musica?
È un lavoro comune. Può anche nascere dall’idea o dall’intuizione di uno di noi, ma poi ci lavoriamo tutti.

Qual è il vostro spettatore tipo?
Qualcuno che sia capace di dare un’orecchio attento alla musica che ascolta ma che non abbia paura di risultare ridicolo. Chi viene ai nostri concerti sa che con noi può divertirsi e capisce che lo spettacolo è tutto: noi e loro. Noi diamo carica, energia e il nostro pubblico dev’essere pronto a riceverla.

Cosa cercano i BenCazzada?
Una morosa. Ovviamente stiamo scherzando. È una domanda che ci siamo fatti tante volte in questi anni. Non fare una cosa che non senti veramente, potrebbe essere una risposta. Non cerchiamo fama, soldi o successo, cerchiamo completezza nella nostra vita. Questo vogliamo trasmettere.

Perchè venire ad un vostro concerto?
Perchè il nostro è uno spettacolo che per riuscire ha bisogno del suo pubblico. È uno scambio di energia, è un concerto che si fa in due, noi sopra il palco e loro sotto.

Dalle parole dei BenCazzada, possiamo capire che questi ragazzi cercano due cose: esprimere se stessi attraverso la musica e avere un pubblico con cui potersi confrontare. La rock band triestina ha scelto di vivere la musica con un senso di leggerezza, prendendo tutto ciò che la musica può dare loro, condividendolo con il proprio pubblico. Per scoprire la carica di energia del loro show non dovremo aspettare a lungo: l’appuntamento è con il BaROCK al Teatro Miela, venerdì 3 aprile. (Qui tutte le info.)

 

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By | 2015-03-17T12:15:11+00:00 17/03/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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