Bersani vince il ballottaggio contro Renzi

Il risultato. Ha vinto l’usato sicuro. Se usassimo il linguaggio di questa campagna elettorale si potrebbe intitolare così questo articolo.  Pierluigi Bersani, infatti, ha prevalso al ballottaggio che lo vedeva contrapposto a Matteo Renzi e ora si candida a Presidente del Consiglio per le prossime elezioni. Un risultato netto quello di ieri che non ammette repliche. Il Segretario del Partito Democratico ha infatti superato il suo concorrente per più di venti punti prendendo più del 60% dei voti.

Pierluigi Bersani esulta

Il vincitore. Nel discorso della vittoria, Pierluigi Bersani ha ringraziato il suo sfidante, non solo per la dura sfida che ha ingaggiato, ma soprattutto per aver dato un senso vero alle Primarie. Bersani ha quindi affermato che sarà suo compito dare un profilo di governo al centro-sinistra, e di dare spazio alle nuove generazioni. “Tuttavia” – ha continuato il segretario – “per vincere non bisognerà raccontare favole agli elettori, ma essere sinceri e onesti fin dall’inizio”.

Matteo Renzi durante il suo discorso finale

Lo sfidante. Da parte sua Matteo Renzi fa l’in bocca al lupo a Bersani, riconoscendo la sconfitta. Si dichiara soddisfatto del risultato anche se non nasconde che l’obiettivo era quello di vincere, proponendo una visione diversa del centro-sinistra da quella del segretario. “Dopo la mia avventura” – ha continuato Renzi – “l’avventura di un under 40, mi piace pensare che qualcun’altro abbia il coraggio di provarci, non solo in politica, ma anche nel lavoro, in azienda, ad esempio. Perché il coraggio è contagioso”. Il Sindaco fiorentino ha infine ribadito l’appoggio al vincitore da qui in avanti.

L’analisi. Sono sicuramente state delle primarie combattute e diverse da quelle che avevamo visto in passato. Mai come in questi mesi c’è stato tanto dibattito e tanta discussione, non solo tra i candidati, ma soprattutto all’interno dell’elettorato. Il merito delle primarie però, a mio avviso, si ferma qui. Se infatti andiamo vedere come sono state organizzate, con quali regole e come sono state spiegate poi queste regole, beh allora un minimo di dubbio rimane. Quello che più preoccupa ora è come si evolveranno le cose. Da una parte Pierluigi Bersani dovrà decidere con quale alleanza presentarsi alle elezioni, ma dall’altra dovrà essere bravo a non perdere per strada quelle persone che hanno votato Renzi. Sarebbe un grave errore. Anche perché non si tratta di certo di elettorato di centro-destra, come ha sostenuto più e più volte Rosi Bindi, ma di persone che hanno espresso la volontà di cambiare un partito che troppo spesso è rimasto in silenzio, troppo spesso è rimasto a guardare senza prendere una posizione. Da qui in avanti le cose dovranno cambiare, altrimenti il senso vero delle primarie non sarà valso a niente.

L’Italia non ha voluto rischiare, ha preferito rimanere ancora un po’ distante da una svolta che nessuno di noi avrebbe potuto prevedere, ma che forse avrebbe potuto portare nuova linfa alla politica italiana. Una forza criticata certamente, con tutti i dubbi che si portava dietro. Ma la paura che ora abbiamo è di rivivere scene già viste e riviste, e un certo Silvio, guarda caso, sta facendo capolino all’orizzonte. Il risultato? Mario Monti probabilmente conosce già la risposta.

 

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By | 2012-12-03T12:31:26+00:00 03/12/2012|Categories: Politica|0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.