Biancaneve: la favola che strega gli spettatori

Il rigore del balletto insieme alla romanticità delle favole, con coreografie che traggono ispirazione dalla danza classica ma propongono ritmi e sequenze con influenze ben più moderne. Questo è quanto Angelin Preljocaj ha portato ieri sul palco del Politeama con Biancaneve, in un adattamento che sta a metà tra l’originale dei fratelli Grimm e la più diffusa versione della Disney, e che dal debutto del 2008 alla Biennale de la Danse de Lyon, continua a riscuotere successi.

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Danze ensemble, passi a due e soli, ma anche acrobazie e voli sospesi. Una varietà di performance che catturano il pubblico riuscendo a rappresentare perfettamente la trama. La giovane e pura Biancaneve (Virginie Caussin), innamorata del Principe (Fabrizio Clemente) è costretta a scappare nel bosco per sfuggire ai cacciatori che la vogliono uccidere per ordine della Matrigna (Cecilia Torres Morillo). Una differenza, quella tra le due protagoniste femminili, che viene trasmessa chiaramente anche dai costumi: lo stilista Jan Paul Gaultier ha infatti dato sfogo alla sua fantasia contrapponendo una tenuta total black e quasi sadomaso della Matrigna alla leggerezza del vestito, rigorosamente bianco, della principessa in una scelta che ha rischiato di mettere in difficoltà la protagonista durante alcune sequenze.

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Impossibile dimenticare la precisione del passo a due tra Biancaneve e il suo innamorato, che si ritrovano nel bosco ed eseguono una coreografia in perfetta sincronia, senza l’utilizzo di alcuna base musicale, ma anche la dolcezza portata in scena a rappresentare il bacio destinato a svegliare la principessa. Una sorpresa invece la parte acrobatica riservata ai nani, che su una parete di roccia si esibiscono in una performance che si distacca dal classicismo dei balletti tradizionali. La matrigna è però forse la vera protagonista di questo spettacolo, basti notare l’attenzione e la precisione con cui viene ricreato il riflesso dello specchio incantato, o i soli che la vedono conquistare il pubblico durante la rappresentazione. Scelta non solo a livello pratico quindi quella di concludere lo spettacolo con la danza indemoniata eseguita dalla strega, costretta ad indossare zoccoli infuocati. Non c’è da stupirsi che il balletto sia stato premiato nel 2009 ai Globes da Cristal e continui ad essere rappresentato sui palchi di tutto il mondo.

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By | 2015-03-26T12:00:34+00:00 26/03/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa