Bisbetica, istruzioni per l’uso

Bisbetica è la commedia in scena al Politeama Rossetti dall’11 al 15 novembre, che mette in scena Nancy Brilli, diretta da Cristina Pezzoli, per una commedia shakespeariana tutta al femminile. Ciononostante, la regista non ha voluto insistere su quest’ultimo aspetto, facendosi portavoce di ideologie femministe, ma ha preferito concentrarsi sul rapporto degli attori durante le prove di una messinscena. Ebbene sì, Bisbetica è uno spettacolo di meta-teatro, espediente assolutamente pertinente all’opera del Bardo. Radio In Corso è andato a vederlo e ha stilato per voi una piccola lista in merito ai punti focali dello spettacolo.

1.Quello del riportare i giovani a teatro è  un problema che ci si pone spesso, ma che con questo spettacolo si è riusciti a superare, anche con il rischio di “spezzare il cuore” a qualche veterano. Si è notata una grande differenza riguardo i feedback dal pubblico: da un lato la prima platea di appassionati esprimeva qualche perplessità, ma al tempo stesso la seconda platea, formata perlopiù da classi di liceali, partecipava con risate e applausi fragorosi.

2.Sembra che in questi ultimi anni non si vogliano più riproporre i Grandi Classici, benché non sempre le neonate sceneggiature siano all’altezza delle loro antenate.  Perciò, così come la Walt Disney sta riproponendo tutte le sue favole evergreen trasformandole da film d’animazione a film veri e propri, anche a teatro si sta cercando di dare una spolverata in tal senso. Seguendo in parte lo stile lanciato del famoso film  Romeo+Juliet del 1996 con Leonardo di Caprio, si è cercato di trovare un equilibrio difficile tra contemporaneità ed epoca elisabettiana, inserendo un po’ dell’una e un po’ dell’altra.

bisbetica

 

3. Le scelte registiche hanno conosciuto la psicologia, e si è scoperto che per far andare a casa il pubblico contento si deve mettere il meglio alla fine (niente spoiler, tranquilli). Infatti, la seconda parte di Bisbetica era molto profonda e pungente, diversa dal primo tempo, in cui si guardava ad un aspetto artistico più leggero.

4. Nel corso dello spettacolo sono stati inseriti alcuni brani musicali, che hanno spaziato dal genere rap a quello lirico, dimostrando l’ottima versatilità degli attori. D’altra parte c’è stata una scelta azzardata nel momento in cui si è scelto di utilizzare un brano dei Queen: nessuno toglie che le loro canzoni siano imperiture e adatte ad ogni contesto, ma pochi sanno avvicinarsi alle ottave di Freddie Mercury.

5. Esattamente all’opposto dei grandi classici, la trama non ruota attorno ad un unico dilemma che nasce, cresce e muore sul palcoscenico, ma offre tanti piccoli spunti di riflessione da portare con sé anche dopo la fine dello spettacolo. Certamente il problema principale riguarda il fatto che la fine della commedia shakespeariana non sia più attendibile ai giorni nostri, ma vengono anche accennati i problemi economici riguardo all’arte, la difficoltà di lavorare con persone che non sono in linea con il proprio pensiero, i conflitti all’interno di un lavoro di gruppo, e molti altri.

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By | 2015-11-15T22:17:56+00:00 15/11/2015|Categories: Magazine|Tags: , , , , |Commenti disabilitati su Bisbetica, istruzioni per l’uso

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.