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Bregović racconta Sarajevo al Rossetti

Written by on 13 Aprile 2019

Le luci sono accese, ognuno sta prendendo posto quando un suono di tromba invade la Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti. Ecco che dal fondo della platea avanza un musicante attirando l’attenzione di tutti gli spettatori che occupano totalmente il teatro. Altri due musicisti lo seguono e istantaneamente esplode un boato di applausi per accogliere Goran Bregović che fa la sua apparizione in total white dando inizio al concerto.

Buonasera, sono felicissimo di essere a Trieste, loro sono la mia Orchestra per Matrimoni e Funerali!

Queste sono le prime parole dell’artista bosniaco per introdurre al pubblico l’orchestra che l’avrebbe fatto sognare per le successive due ore.

Lo spettacolo procede lasciando spazio alle voci, che illuminate da un cielo stellato, trasportano la platea in una dimensione onirica, preparando così il pubblico al viaggio di Three letters from Sarajevo. L’ex leader dei Bijelo Dugme introduce il nuovo concept con la storia dell’uomo che prega da 60 anni ogni giorno al Muro del Pianto per la fine delle guerre religiose che lo ha ispirato alla scittura dell’album.

Le tre lettere alternano atmosfere di profonda intensità musicale, soliloqui strumentali e momenti di idilliaca festosità edulcorati da insoliti e coinvolgenti giochi di luce.

La seconda parte del concerto è dedicata invece ai grandi successi dell’artista e gli spettatori, già coinvolti e animati dall’inizio della serata, si scatenano trasformando le corsie laterali della platea in una pista da ballo capace di unire persone provenienti da culture e nazionalità diverse.

Chi non diventa pazzo non è normale!

Goran Bregović, 12/04/2019

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