“Bring your own device”: l’esperienza del Liceo Galilei

Nell’ambito della giornata nazionale dedicata  a Internet, oggi, al Liceo Galilei si è simulato uno schema di lezione scolastica attualmente innovativa e pionieristica, ma che si spera possa diventare a breve la norma della nostra istruzione.

Per l’occasione gli studenti della classe 4A, muniti di un tablet ciascuno, hanno dato dimostrazione di come la tecnologia possa rendere l’apprendimento più attrattivo di certo, ma anche più efficace. Nell’affrontare UBER e i rischi della sharing economy i ragazzi, disposti secondo un layout creativo che permetteva fra loro il contatto visivo, invece che seguire una lezione frontale, hanno costruito attivamente la loro lezione, che ha quindi assunto forme radicalmente diverse da quelle abituali, stimolando capacità spesso trascurate. Se nella scuola di oggi ciascuno studente procede nell’apprendimento secondo percorsi simili, ma di fatto paralleli e indipendenti, oggi convergeranno le informazioni raccolte dagli studenti in maniera autonoma e le risorse digitali (video, applicazione UBER, documenti e testi di legge sul tema) fornite dal professore, dai tablet e dai PC all’hub centrale della lezione; una “lavagna 2.0” touchscreen, il cui schermo era condiviso su tutti i dispositivi connessi, secondo il modello “Bring your own device”. Tutto questo nelle intenzioni del Liceo (in collaborazione con SHARP e ISCOPY) non può che avvicinare la scuola al suo obiettivo finale, spesso sottovalutato, ovvero creare non solo conoscenza, ma anche competenze, sia specificamente digitali, sia relazionali e trasversali.

di Giovanni Pierdomenico

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By | 2016-04-29T14:42:13+00:00 29/04/2016|Categories: Giovani e società, Magazine|Tags: , , |0 Comments

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