Brividi al PalaRubini, ma Trieste passa

È tempo di ripartire per la Pallacanestro Trieste, fermata sette giorni fa in quel di Recanati e al PalaRubini arriva la Bawer Matera dell’ex di giornata Daniele Mastrangelo, salutato calorosamente dai suoi ex tifosi.
Una volta dimenticati i sentimentalismi, è tempo di basket giocato, con i giuliani subito inclini ad affidarsi al tiro da tre; Matera però trova un Mastrangelo ispirato, nonché un buon Guarino in cabina di regia. Che la partita sia equilibrata lo dimostra il punteggio: mai un vantaggio di più di un possesso nei primi sette minuti di gara; a trovare il primo allungo sono i padroni di casa, con un bel contropiede finalizzato da Stefano Bossi. È però un fuoco di paglia, cui gli ospiti trovano presto rimedio: palla a sotto per Hamilton e due punti in cascina. L’ottimo avvio di Pecile (8 punti con 4/6 dal campo per lui) non basta a produrre uno scarto decisivo, con Okoye che trova la bomba sulla sirena: a fine primo quarto è +3 Trieste.

È lo stesso Pecile a trovare la tripla che apre le danze nel secondo quarto e dall’altra parte la fortuna non sembra sorridere a Matera, con Okoye che vede la sua risposta dai 6,75 letteralmente sputata dal ferro. Gli ospiti sembrano in un momento di difficoltà, ma ci pensa l’esperienza di Guarino a riportare la partita sui giusti binari per i biancoblù, trovando di pura esperienza un fallo antisportivo e mettendo a segno due liberi che riportano a contatto i suoi. Prandin gioca una partita di sostanza fatta di difesa e qualche pregevole giocata in attacco, Mastrangelo non è da meno e la partita è molto godibile. La squadra più in palla è decisamente Trieste, che rimedia ai pochi deficit offensivi con la solita encomiabile costanza difensiva: a metà gara i biancorossi sono avanti di 11.
Il terzo quarto inizia come si era concluso il secondo: Trieste sembra averne di più e trova bene la via del canestro, soprattutto grazie a un ispirato Parks, ma Matera non molla e si aggrappa a Hamilton e Okoye. Il nero in maglia biancorossa si toglie pure lo sfizio di “posterizzare” Corral, schiacciandogli in faccia: la partita è allora sul 50 a 36. Quando tutto sembra in discesa, ecco che i giuliani si spengono improvvisamente: parziale di 12 a 2 per Matera e i ragazzi di Gresta si rifanno sotto. I meccanismi biancorossi paiono essersi inceppati, ma grazie a una difesa che regge botta i triestini mantengono un vantaggio prezioso, sebbene risicato, alla fine del terzo quarto.

L’ultimo quarto è una bolgia infernale non solo per il pubblico, che si infiamma per un paio di decisioni arbitrali sfavorevoli ai padroni di casa, ma per la tenacia messa in campo dalle due squadre: la lucidità cede il passo alla fatica e ai nervi, con le due squadre ad affrontarsi in un punto a punto al cardiopalma. Trieste prova a riprendere il largo con 4 punti di fila importanti del capitano Andrea Coronica (da incorniciare il suo ultimo periodo) e quando Baldasso trova la bomba, il tabellone recita +8 Trieste sul 72 a 64. Matera risponde con le solite incursioni sotto canestro, in particolare di Zaharie, ma ormai il dado è tratto: la partita la vincono, con qualche brivido di troppo, i padroni di casa: Trieste 76 Matera 70.

PALLACANESTRO TRIESTE 2004 – OLIMPIA BAWER MATERA 88-60 (18-15, 40-29, 59-56)

TRIESTE: Parks J. 16, Bossi S. 5, Coronica A. 9, Gobbato E. n.e., Ferraro M. n.e., Zidaric S. n.e., Pecile A. 15, Baldasso L. 8, Prandin R. 12, Pipitone V. 2, Canavesi M. 4, Zahariev H. 5,
All. Dalmasson E.

MATERA: Hamilton A. 14, Guarino F. 7, Mastrangelo D. 8, Corral D. 10, Okoye S. 15, Cantagalli G., Rugolo G. 4, Bertocco N. n.e, Loperfido G. n.e., Zaharie G. 12,
All. Gresta L.

Arbitri: Radaelli R., Barone S., Chersicla A.

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By | 2015-11-08T23:27:16+00:00 08/11/2015|Categories: Sport|Tags: , , , |Commenti disabilitati su Brividi al PalaRubini, ma Trieste passa

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Joel Cociani
Nato a Trieste nell'88, sono italiano e francese. Studio per diventare un interprete, ma il mondo del giornalismo mi ha sempre affascinato, se non altro perché è una scusa per poter fare il rompiscatole senza dovermi giustificare.