Brunori a teatro: canzoni e monologhi sull’incertezza

6 marzo. Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ore 21:00. Trovo velocemente il mio posto a sedere, giusto pochi attimi prima che si spengano le luci, pochi attimi che mi permettono di guardarmi intorno e vedere il teatro pieno e il palco pronto ad accogliere Brunori Sas. Si spengono le luci ed è subito un brivido che porta ad un sorrisone, inizia.
“Brunori, canzoni e monologhi sull’incertezza” è la carta d’identità di Dario Brunori, cantautore cosentino che da qualche anno è uscito allo scoperto sulla scena musicale nazionale partendo dal suo paesino in provincia di Cosenza. Uno spettacolo in tutto e per tutto, a partire dal luogo che ha scelto per il suo tour, i teatri delle principali città italiane, passando per i suoi monologhi spensierati su temi però importanti e finendo con le sue canzoni.
Si parte con il sipario ancora abbassato su cui vengono proiettati i tre volti stilizzati di Brunori che rappresentano i suoi tre lati più importanti: cuore, intelletto e istinto, in perenne conflitto creano in Brunori una profonda incertezza. Parlano tra di loro con ironia anticipando ciò a cui gli spettatori stanno per assistere, uno spettacolo dove l’unica certezza è l’incertezza. È l’incertezza infatti che la fa da padrona sul palco e nelle parole del cantautore, incertezza di sé stessi, incertezza della vita e incertezza di questa società liquida. Tanti i nomi famosi citati da Brunori, da Woody Allen al filosofo Bauman, a cui si è ispirato per scrivere “la vita liquida”, del suo ultimo album “A casa tutto bene”. Non mancano nemmeno le auto-citazioni nei monologhi che anticipano i brani che andrà a suonare e cantare, piccoli estratti delle sue canzoni che si nascondono bene nel suo discorso e solo se si riconoscono si riesce a dare ancora più significato e bellezza a ciò che dice. Ogni brano è infatti anticipato da aneddoti e storie molto metaforiche (ma al tempo stesso molto pragmatiche) di vita quotidiana, che spiegano meglio il pensiero che il cantautore ha racchiuso nelle sue canzoni e accompagnano lo spettatore fino all’ascolto del brano tra un sorriso e una riflessione.
Brunori si mette a nudo sul palco, racconta aneddoti di vita che trasportano nella Calabria degli anni ’80, tra “rocce secolari e letti di fiumare”, si respira il profumo del mare e la durezza dell’Aspromonte a lui tanto caro e tra qualche doppia troppo marcata e qualche espressione tipica calabrese riesce a trattare con assoluta leggerezza tematiche delicate come la violenza domestica, il rapporto con sé stessi, il razzismo e l’amore, “perché alla fine dai di che altro vuoi parlare”. Il tutto con l’accompagnamento della Brunori Sas Band impeccabile come sempre e capace di supportare un insicuro Dario al pianoforte, come lui stesso ammette. Dario è un ottimo oratore, un vero paroliere, e ha dimostrato di saper affrontare bene il palco di un teatro sfoggiando una simpatia coinvolgente e una sensibilità non indifferente,accompagnato da giochi di luci suggestivi che andavano perfettamente a tempo con la musica. E sebbene a 40 anni “scriva solo canzoni tristi” come lui stesso ha scherzato sul palco, ci piace lo stesso così com’è.

Commenti Facebook
By | 2018-03-08T03:00:15+00:00 08/03/2018|Categories: Focus on (Magazine), Musica|Tags: , , , , , , , , , , , |Commenti disabilitati su Brunori a teatro: canzoni e monologhi sull’incertezza

About the Author:

Veneta trapiantata in Calabria che studia alla Scuola per Interpreti di Trieste e pensa che sia stata la migliore scelta della sua vita (oltre a Radioincorso of course!) Datele un posto al sole (non la serie tv), una birra fresca e della buona musica e sarà vostra amica per sempre