Caos elezioni. Berlusconi rimonta, M5S primo partito alla Camera. Italia ingovernabile

Il popolo del M5S in festa dopo il grande risultato elettorale

L’esito elettorale. Un risultato che pochi credevano si avverasse veramente, anche se era nell’aria. È questo quanto emerge dai risultati delle elezioni 2013: il Centrodestra ribalta tutti i pronostici, conquistando il pareggio al Senato e riducendo al minimo il distacco con il Centro Sinistra alla Camera dei Deputati. Le novità però non finiscono qui, perché se di successo può parlare Berlusconi, il Movimento 5 Stelle ha invece dimostrato di saper cogliere tutta quella rabbia e frustrazione che scorre nel nostro Paese, divenendo uno dei più grandi protagonisti della prossima legislatura. Grande delusione per la coalizione capitanata da Bersani – convinta di vincere fino all’ultimo – e per quella guidata da Mario Monti, la quale rischia di non raggiungere nemmeno la soglia del 10%. Praticamente non pervenuti Rivoluzione Civile e Fare per Fermare il Declino. L’affluenza si attesta al 75,2%, quasi 6 punti percentuali in meno rispetto alle elezioni del 2008.

I cinque leader delle elezioni 2013, escluso Giannino ritiratosi poco prima del voto

Il quadro. La situazione che si delinea è di assoluta incertezza. Alla Camera alle 0.11 le proiezioni danno in leggero vantaggio il Centro Sinistra, ma con un distacco di poco meno di un punto percentuale: 29.2 contro il 28.3 del Centro Destra. Il Movimento 5 Stelle sarebbe al 26,4%, in questo momento dunque il primo partito alla Camera dei Deputati, in quanto il Pd è a quota 25,2, mentre il PdL raggiunge il 20,9. Questi dati dimostrano come entrambi i partiti abbiano perso notevoli punti rispetto al 2008. Il Pd nel 2008 alla camera aveva preso il 33,18%, mentre il PdL addirittura il 37,38. La situazione non cambia molto al Senato, dove i due maggiori schieramenti sono praticamente in pareggio. Le percentuali vedono infatti in vantaggio di un punto esatto la coalizione di centro sinistra su quella del centro destra: 31,6% contro il 30,6. Tuttavia decisivi qui sono i voti dati per ciascuna regione. Infatti i seggi vengono redistribuiti per il 55% alla coalizione con il maggior numero di voti, e nelle regioni chiave, specie in Lombardia e Sicilia, il Centrodestra sembra avere notevolmente la meglio. Ricordiamo che nel 2008 al senato il Pd aveva raggiunto il 33,7%, mentre il PdL dal 38,2. Il Movimento 5 Stelle continua invece la sua galoppata, arrivando fino al 23,8. La coalizione di Mario Monti sembra raggiungere di un soffio la soglia del 10% alla Camera, mentre al Senato si ferma attorno al 9%. Infine, Rivoluzione Civile e Fare per Fermare il Declino non raggiungono la soglia di sbarramento né al Senato né alla Camera dei Deputati.

Voto in Friuli Venezia Giulia. Nella regione più a Nord Est d’Italia, hanno votato in 744.206, esattamente il 77,19 % degli cittadini aventi diritto. La situazione anche qui è di grande equilibrio: il Centro Destra arriva al 28,0%, seguito dal 27,49% del Centro Sinistra e dal 27,22% del M5S. Più distanziata la coalizione di Mario Monti, con il 12,87%. Ingroia si ferma al 2,08% e Fare invece all’1,73%

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.