La webradio
di UniTS

Current track

Title

Artist

Current show

Current show

Background

Caparezza a Padova: introspezione ed evasione

Written by on 14 Dicembre 2017

Neanche il freddo ha fatto desistere le centinaia di fedelissimi di Caparezza che nel pomeriggio di sabato 2 dicembre a Padova si sono sobbarcati più di 3 ore di coda all’aperto per accaparrarsi un posto in prima fila. Lo spettacolo infatti è riuscito a scaldare gli animi, portando il delirio nella Kioene Arena, dove era impossibile annoiarsi: la band, le coriste, i ballerini e le scenografie non hanno dato tregua, si sono alternati continuamente per intrattenere, divertire, far riflettere e veicolare il tema principale dello spettacolo: l’autoanalisi. Lo spettacolo è in linea con l’ultimo lavoro, Prisoner 709, dove Michele grida la sua frustrazione per essere prigioniero del personaggio pubblico Caparezza e cerca di accettare i problemi di salute che lo hanno colpito di recente e lo affliggeranno per il resto della sua vita: l’acufene, disturbo uditivo costituito da rumori (come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni ecc.) che l’orecchio percepisce come fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto. 

Non si è trattato di un semplice concerto: i brani sono stati introdotti da sketch e riflessioni più o meno serie sulla felicità, la fede, le crisi di identità e le prigioni in cui ci troviamo a vivere. Come suo solito, il cantautore molfettese non ha lasciato niente al caso, curando ogni dettaglio per condurre gli spettatori in un viaggio nel suo mondo e nel suo conflitto interiore scaturito dalla comparsa dell’acufene, condizione che l’ha messo in crisi e l’ha portato a rimettere in discussione tutto, anche la sua identità di artista e musicista. Il nuovo disco parte proprio da un sofferto percorso di autoanalisi che porta ad accettare i propri limiti e i propri disagi per poter finalmente sentirsi liberi di fare ciò che ci fa stare bene, nello spettacolo tutto ruota intorno alla ricerca dell’autenticità e del benessere. Con il consueto stile ironico e dissacrante che non risparmia niente e nessuno, Caparezza scherza e fa riflettere anche su temi importanti come la spiritualità, il conflitto, il dolore che può portare alla follia o al suicidio.  Il concetto dell’autoanalisi è centrale, rappresentato dalla metafora della chiave. Il palco è a forma di chiave, anche i tecnici e i musicisti hanno costumi in tema, vestiti da carcerieri o corvi a seconda dell’ambientazione. Infatti sul palco a forma di chiave (riferimento al brano più intimo dell’album, La chiave) abbiamo visto proprio di tutto. Ogni canzone è accompagnata da scenografie, immagini, animazioni e coreografie in tema, che contribuiscono a veicolare il messaggio: una lavatrice volante che “smacchia le coscienze, lava i peccati e rende l’anima candida”, una divinità con le sembianze di spaventapasseri, per scacciare i corvi, ovvero le avversità, dalle nostre vite, la riproduzione di Campo di grano con corvi di Van Gogh, carcerieri, astronauti, apicoltori e immagini e animazioni sugli schermi scelte con cura per ogni canzone.

Lo spettacolo è diviso in due parti: la prima rappresenta la prigionia e sul palco troviamo atmosfere cupe e opprimenti che rimandano al carcere, agli ospedali e alla guerra, in linea con il nuovo album. Nella seconda parte lo spettacolo si riempie di luci e colori, entra in scena il tema dell’evasione con i brani più allegri del repertorio. Evasione in tutti i sensi: fisica, mentale, sociale. Oltre all’ottima presentazione del nuovo lavoro, non sono mancati i vecchi successi e strizzate d’occhio ai fan di lunga data, grazie anche alla presenza di oggetti di scena usati in vecchi tour.

Uno spettacolo che riesce a intrattenere e a far rifletterein cui non mancano le solite citazioni. Ricordiamo in particolare il momento in cui Caparezza ha ringraziato i suoi amici e musicisti per averlo aiutato a superare le difficoltà, citando With a little help from my friends dei Beatles. Inutile specificarlo, per tutta la durata del concerto abbiamo visto il pubblico in delirio, travolto da mille emozioni e pogatori incalliti.

Qui le prossime date del tour.

Di seguito la scaletta completa del concerto:

Prima parte (l’autoanalisi in cui ha presentato il nuovo album):
Prosopagnosia
Prisoner 709
Confusianesimo
Una chiave
Ti fa stare bene
Migliora la tua memoria con un click
Larsen
L’uomo che premette
Minimoog (Solo Intro) / Autoipnotica
Prosopagno sia!

Seconda parte (l’uscita da un periodo difficile):
Fuori dal tunnel
Legalize the Premier
Non me lo posso permettere
Jodellavitanonhocapitouncazzo
Goodbye Malinconia
China Town
La fine di Gaia
Vieni a ballare in Puglia
Mica Van Gogh

Bis:
Avrai ragione tu (ritratto)
Vengo dalla luna
Abiura di me
Sogno di potere (Outro)

 

 

Commenti Facebook