Chromopolis: per una città a colori

Nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi il 24 marzo si è svolta una conversazione in occasione dell’approdo di Chromopolis_la città del futuro a Immaginario oltre la crisi#3_nuove geografie, rassegna internazionale organizzata dalla Casa dell’Arte di Trieste.

Chromopolis è un progetto nato un anno e mezzo fa con l’obiettivo di riqualificare alcune aree di Trieste, sia del centro che della periferia della città, tramite la street art. È stato analizzato ciò che avviene sui muri di Trieste, osservando che molto spesso le forme d’arte quali i graffiti non sempre vengono apprezzati o capiti dai cittadini, ma che, di certo, rappresentano una grande voglia di esprimersi; in questo senso, Chromopolis darà la possibilità ad artisti emergenti o affermati di manifestare la propria creatività in un ambito totalmente legale.

In occasione della dodicesima edizione di  Artefatto_SeetheSea, promosso e curato da PAG_Progetto area giovani in collaborazione con Macross Acu, sono stati selezionati, su 51 candidature, 4 artisti under 30 i quali, sabato 24 marzo, hanno concluso la loro prima settimana di residenza artistica a Trieste.

Kiki Skipi (Chiara Pulselli) di Oristano, r_a_c_h_i_t_i_c_o (Simone Carraro) di Treviso, Noeyes (Giulia Salamone) di Siracusa e Tea Jurišić di Osijek si sono incontrati per la prima volta a Trieste e durante questa settimana si sono conosciuti riuscendo a costruire una squadra fondata sul lavoro e sul rispetto reciproco. Dopo aver visitato le principali attrazioni del capoluogo, sono entrati nell’anima di Trieste e a maggio torneranno per dipingere le loro opere su alcuni muri della città. Pur trattandosi di artisti molto diversi, dopo la convivenza, è stato individuato un filo conduttore che collega le loro opere.

Chromopolis_la città del futuro

Kiki Skipi raffigura l’intimità della Donna, giocando con le sue forme del corpo, ma cancellando i tratti somatici dei visi così da rendere le figure meno identificabili e più generiche. Oltre ai corpi, i quali stabiliscono delle relazioni tra loro, inserisce degli elementi simbolici come case, bandierine o rami i quali, questi ultimi, rappresentano i pensieri della donna in tutta la loro complessità. Kiki Skipi ha un’impostazione vicino all’illustrazione e rappresenta la femminilità in modo infantile, senza però perdere la propria maturità: si tratta di un gioco che descrive il suo modo di sentirsi un po’ donna e un po’ bambina.

Chromopolis_la città del futuro

r_a_c_h_i_t_i_c_o ha una preparazione accademica e da qualche tempo lavora in spazi abbandonati dipingendo su superfici consumate dal tempo, spazi remoti ed intimi. Le sue opere sono una narrazione che combina insieme una serie di immagini provenienti dalla cultura popolare dei pescatori. Si tratta di una nuova mitologia con richiami all’arte primitiva e medievale, inserendosi pienamente nella tradizione artistica italiana. Chromopolis_la città del futuro

Noeyes ha abbracciato l’astrattismo
concettuale molto essenziale e pulito con basi tecniche. Le sue opere coinvolgono sempre degli occhi vuoti con cui vuole criticare l’apparenza che domina la società contemporanea e con cui sottolinea l’importanza di osservare e di guardare al di là delle finzioni.

Tea Jurišić è un’illustratrice ed è l’unica dei vincitori a non aver mai dipinto su muro. Disegna da sempre e lavora con illustrazioni che si ispirano alla musica degli anni ’70. Le sue raffigurazioni sono coloratissime e rappresentano società oniriche, a cavallo tra situazioni reali ed intime e l’assurdo. Nelle sue opere l’ironia, i sentimenti e le relazioni prendono il sopravvento.

Chromopolis_la città del futuro

Oltre ai 4 vincitori è stato segnalato anche Nicholas Perra

La settimana di residenza ha rappresentato un processo compartecipato, di relazione degli artisti con il contesto. Lavorando insieme sulle opere collettive -in cui ciascuno disegnava per poi passare il pennello all’artista successivo- e condividendo le proprie impressioni, sono riusciti ad ottenere, non solo una proprio punto di vista, ma anche diversi modi di vedere Trieste.

Fondamentali per la riuscita di Chromopolis sono stati il collettivo SuperAbile, il quale riunisce dei progettisti che si muovono affinché ci sia una partecipazione dei cittadini per la modifica dello spazio urbano, e i ragazzi dell’alternanza scuola lavoro del Liceo scientifico Galileo Galilei. Questi ultimi, con il supporto del collettivo, hanno raccolto una serie di dati relativi alla street art, indicando i muri su sui sono state fatte opere legate al progetto di Chromopolis e altre forme di arte urbana nonché i muri che potrebbero essere migliorati riqualificando una certa area. Inoltre hanno anche intervistato sul tema 95 persone tra triestini e turisti.

Per rimanere informati su Chromopolis e per ulteriori informazioni Artefatto.

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By | 2018-03-30T20:07:09+00:00 29/03/2018|Categories: Focus on (Magazine), Magazine|Tags: , , , , , , |Commenti disabilitati su Chromopolis: per una città a colori

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