Clonazione VS estinzione. Già prodotte le prime cellule staminali

Protagonista è il leopardo delle nevi, il quale già dal 1972 rientra nella fascia rossa di rischio. Conta non più di 7.000 esemplari in tutto il mondo ed il numero è in declino. Risulta però difficile fare una stima precisa; il leopardo delle nevi ha l’attitudine per i luoghi remoti e poco accessibili.
Tra le cause principali imputabili al suo ancora attuale stato di rischio, sembrerebbe spiccare la caccia incontrollata attuata dai bracconieri.

Clonazione in difesa del leopardo delle nevi
Ci giunge però dall’Australia notizia che, nei laboratori della Monash University di Melbourne (Mirm), sia stato possibile per i ricercatori creare, partendo da dei campioni di tessuto presi dalle orecchie dell’animale, delle cellule staminali pluripotenti indotte (iPS), cellule cioè che condividono molte delle proprietà delle cellule staminali embrionali. In altre parole, il primo passo verso la clonazione genetica.

Come dichiara Paul Verma, a capo del progetto: «Generando queste cellule staminali dalle orecchie, abbiamo fatto per la prima volta il primo passo nella creazione di cellule riproduttive da tessuti adulti di un animale in via di estinzione».
Sembra quindi essere questa una soluzione per la sopravvivenza dell’animale asiatico. «In futuro – continua il prof. Verma – puntiamo a sfruttare il potenziale delle cellule iPS per creare la prole. Ciò contribuirebbe a salvare le specie da estinzione. Il potere delle cellule staminali è che possono differenziarsi in tutti i tipi di cellule del corpo. Questo significa che hanno il potenziale per diventare cellule riproduttive o gameti».

La protesta del WWF
«Che ben venga la possibilità di poter aumentare la riproduzione in cattività», commenta Massimiliano Rocco, responsabile per il Wwf Italia del programma Specie, «ma se queste ricerche distolgono l’attenzione dalla possibilità di salvare questi animali in natura quando ancora possiamo, questo ci preoccupa un po’.»
«Noi non siamo contro la ricerca o la soluzione, solo che già due anni fa i ricercatori dissero ‘si potrebbe cominciare a clonare i panda’, quando invece abbiamo ancora la possibilità di salvare le ultime foreste cinesi di bambù dove il panda ancora vive». (Foto di Aaron Logan)

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By | 2012-02-03T22:18:57+00:00 03/02/2012|Categories: Scienza&Ricerca, Università|Tags: , , |0 Comments

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