Comandare un arto a distanza, ora si può!

È apparso sulla rivista Nature Comunications il nuovo studio presentato dai ricercatori della Cornell University a Ithaca, nello Stato di New York. Maryam M. Shanechi e i suoi colleghi hanno sperimentato un nuovo sistema in grado di poter comunicare a distanza la volontà di un movimento attraverso un elaborato sistema di connessione cervello-macchina, con il sorprendente risultato di mimare, attraverso un software, l’enorme mole di interconnessioni neurali che vengono accese quando un organismo effettua un movimento volontario. L’obiettivo raggiunto è stato quello di riuscire a tradurre l’intenzione di portare a termine un gesto dettato dalla volontà per mezzo di un’interfaccia software-cervello.

Esemplari di Macachi utilizzati nell’esperimento

Lo studio è stato condotto su due esemplari di macachi della specie macaca mulatta, i quali si sono alternati nel ruolo di “master” e “avatar”. Dapprima gli scienziati hanno impiantato un chip in grado di monitorare e registrare le attività neuronali coinvolte in una serie di semplici movimenti che sono stati eseguiti da un macaco. Una volta immagazzinate queste informazioni, è stato sedato l’altro macaco al quale sono stati impiantati numerosi elettrodi nel midollo spinale. A quest’ultimo, che si configura come “avatar”, è stato assegnato un joystick che veniva mosso e pilotato a distanza dall’altro esemplare “master” che aveva appreso il movimento.

La surreale scoperta, che per un attimo potrebbe catapultarci nella sfera cinematografica dell’impossibile, fa breccia, invece, su un campo di ricerca che potrebbe stimolare la costruzione di protesi neuromuscolari capaci di sopperire alle paralisi motorie fino a far acquisire un vero e proprio movimento naturale dell’arto in questione.

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By | 2017-02-12T16:23:25+00:00 20/02/2014|Categories: Magazine, Scienza&Ricerca, Università|Tags: , |0 Comments

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